Giù le mani

di Danilo Catti

Giù le mani di Danilo Catti (Storie 5.10.2008) Il 7 marzo 2008, all'annuncio da parte delle Ferrovie Federali Svizzere di voler privatizzare la manutenzione dei carri e dislocare quella delle locomotive, 430 operai delle Officine Cargo FFS di Bellinzona scendono in sciopero. In pochi giorni nasce un vasto movimento di protesta che coinvolge tutta la regione. "La pittureria", capannone adibito alla verniciatura dei treni, diventa da subito centro e simbolo della lotta. Il braccio di ferro tra maestranze e direzione FFS dura trenta giorni. Una lotta che, oltre alla difesa dei posti di lavoro, dalla quale dipende il destino di centinaia di famiglie, mette in questione il ruolo dell'individuo dentro un'economia sempre più globalizzata e riporta al centro del dibattito l'uomo e i suoi valori. Un mese intenso, che mobilita l'intera classe politica. L'irrigidimento dei fronti costringe il ministro dei trasporti ad intervenire. Il 5 aprile, la direzione delle ferrovie è costretta a ritirare il suo piano e a garantire il mantenimento dell'officina fino al 2012. Il 7 aprile, l'assemblea dei lavoratori interrompe l'agitazione e da mandato al comitato di sciopero di partecipare alla tavola rotonda, concordata tra le parti, allo scopo di mantenere e sviluppare l'officina anche dopo il 2012.

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