"Il rafforzamento del franco nei confronti dell’euro è dovuto a un leggero rallentamento dell’economia europea" (RSI/Bleff)

Franco forte fino a...

Mercato dei cambi: interrogativi e prospettive future. Intervista a Elena Guglielmin, analista di UBS

Le tensioni internazionali si stanno riflettendo anche sui mercati finanziari, e in special modo sui cambi. Negli ultimi giorni si è notato un rafforzamento del franco svizzero soprattutto nei confronti dell'euro che è scambiato attorno a 1,13. "Questo rafforzamento del franco nei confronti dell’euro è dovuto sostanzialmente a un fattore di leggero rallentamento dell’economia europea, e anche per i timori che sono stati scatenati dai mercati emergenti, i quali hanno portato ad una maggiore cautela, quindi ad uno spostamento da parte degli investitori nelle valute rifugio", spiega l'analista dell'UBS Elena Guglielmin in un'intervista alla RSI.

Leggera inversione di tendenza dopo un anno e passakestone
Leggera inversione di tendenza dopo un anno e passakestone (keystone)

Un indebolimento del franco è prevedibile in tempi brevi?

Vedremo il franco svizzero tornare verso un maggiore equilibrio con l’euro nel momento in l’economia europea andrà verso una maggiore ripresa, una volta che queste problematiche a livello anche tariffario e la situazione dei mercati emergenti troveranno una maggiore situazione di calma.

Abbiamo parlato di mercati emergenti, Turchia, Argentina, Venezuela… Dobbiamo aspettarci ulteriori sconquassi negli altri paesi soprattutto dovuti a disinvestimenti che vanno più verso il dollaro, che adesso comincia a rendere qualcosa?

Vediamo una situazione di investimenti nei confronti del dollaro perché ovviamente il differenziale di rendimento tra il dollaro e le altre valute è notevolmente aumentato. Per quanto riguarda gli sconquassi nei mercati emergenti, vediamo un’instabilità che continuerà a perdurare per dei mesi. Alcuni mercati emergenti sono improntati verso una migliore soluzione delle proprie problematiche, come l’Argentina che ha già attivato la richiesta di aiuto ai fondi monetari, mentre altri, come la Turchia, hanno anche un problema di posizionamento politico e di difficoltà, che invece vedrà l’instabilità perdurare per più tempo.

Cosa possiamo dire delle manovre di Trump? Non è più solo propaganda.

No, certo. Abbiamo visto che quella che sembrava una campagna di negoziazione da parte di Trump di fatto si è rivelata una politica tesa a portare maggiori vantaggi agli Stati Uniti. Questa tensione commerciale perdurerà almeno fino al momento in cui avremo a novembre le elezioni mid-term, perché queste sono effettivamente delle misure che servono a Trump per acquisire un maggiore potere anche a livello elettorale. Ci vorrà tempo e negoziazioni bilaterali affinché riusciremo a raggiungere una stabilità.

Marzio Minoli
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