"Ho sottolineato la necessità di porre fine agli attacchi e di abbassare le tensioni" (keystone)

“Basta razzi su Israele”

Lo ha chiesto il segretario di Stato USA Blinken al presidente palestinese Abbas – Tunisia, Norvegia e Cina vogliono una nuova riunione ONU pubblica

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"Ho parlato con il presidente Abbas della situazione in corso a Gerusalemme, in Cisgiordania e a Gaza. Ho espresso le mie condoglianze per la perdita di vite umane. Ho sottolineato la necessità di porre fine agli attacchi missilistici e di abbassare le tensioni". Lo ha twittato il segretario di Stato USA Anthony Blinken, che ha aggiungo che "israeliani e palestinesi meritano di avere uguali libertà, dignità, sicurezza e prosperità".

 

Quello tra Blinken e Abbas è stato il primo contatto ad alto livello tra l'amministrazione Biden e i palestinesi. Washington aveva annunciato in precedenza l'invio di un emissario in Israele e nei Territori palestinesi per sollecitare ancora una volta la "de-escalation". Intanto la Casa Bianca rende noto che il presidente USA Joe Biden, parlando al telefono col premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha lanciato a sua volta un appello affinché venga al più presto ripristinata la calma dopo l'escalation tra israeliani e palestinesi. "Gerusalemme, una città così importante per i fedeli di tutto il mondo, deve essere un luogo di pace", ha affermato Biden, invitando Netanyahu a restare in contatto personalmente nei prossimi giorni.

Tunisia, Norvegia e Cina chiedono una nuova riunione ONU

Sempre sul fronte diplomatico, dopo che ieri gli Stati Uniti hanno nuovamente bloccato l'adozione di una dichiarazione del Consiglio di sicurezza dell'ONU sulla crisi in Medio Oriente giudicandola "controproducente", Tunisia, Norvegia e Cina hanno chiesto una nuova riunione pubblica del Consiglio di sicurezza dell'Onu per domani.

Nella seconda riunione d'urgenza in tre giorni richiesta sempre da Tunisia, Norvegia e Cina, gli Stati Uniti hanno ieri, come lunedì, respinto la proposta di questi paesi di adottare una dichiarazione che chiedesse una "riduzione dell'escalation, un cessate il fuoco e la ripresa dei negoziati".

Israele rifiuta qualsiasi coinvolgimento del Consiglio di sicurezza nel conflitto e Washington, il più stretto sostenitore dello Stato ebraico, si sarebbe mosso in questa direzione, secondo diversi diplomatici. Per gli USA "il Consiglio di sicurezza mostra la sua preoccupazione incontrandosi, non c'è bisogno di altro", ha detto una fonte diplomatica. Secondo diverse altre fonti, 14 dei 15 membri del Consiglio di Sicurezza erano favorevoli all'approvazione del testo proposto.

Lanciati da Gaza 1'500 razzi in una settimana, aumentano i raid israeliani

Intanto prosegue il lancio di razzi da Gaza su Israele (1'500 in una settimana, 130 solo la scorsa notte) e al contempo aumentano i raid aerei dello Stato ebraico sul territorio palestinese, dove sono stati colpiti oltre 600 obbiettivi militari nella Striscia di Gaza. Per la prima volta nell'ultima escalation le sirene d'allarme hanno risuonato oggi anche nel nord di Israele.

La nuova esplosione di violenza, la più intensa in sette anni, ha provocato almeno 83 morti palestinesi e centinaia di feriti in poco più di due giorni.

 
ATS/dielle
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