Auschwitz, 75 anni dopo

Il mondo, in questi giorni, commemora la liberazione del campo di sterminio costruito dai nazisti. Solo qui uccisero più di un milione di persone, soprattutto ebrei

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

C’era la neve ad Auschwitz quel 27 gennaio di 75 anni fa. E c’erano sguardi che in tutti questi anni non hanno mai smesso di fissarci e tormentarci.

Olocausto, giornata della memoria

Olocausto, giornata della memoria

TG 12:30 di lunedì 27.01.2020

 

Era da poco passato mezzogiorno quando i primi soldati dell’Armata Rossa entrarono nel più grande campo di sterminio ormai abbandonato dai nazisti. Trovarono 7'000 prigionieri. Emaciati. Stremati. Quasi increduli di esistere.

Auschwitz, eternamente simbolo di un orrore troppo grande per essere davvero compreso: 1,1 milioni di essere umani lasciati morire come bestie o uccisi nelle camere a gas e bruciati nei forni. Tra loro migliaia e migliaia di bambini. Il più grande omicidio di massa della storia.

Tutto questo orrore indicibile sotto gli occhi di un mondo che forse indizi di quella follia avrebbe potuto e dovuto coglierli, se solo gli occhi avesse avuto il coraggio di aprirli, almeno un po'.

Intervista alla cantante Noa

Intervista alla cantante Noa

TG 20 di domenica 26.01.2020

Ecco perché Auschwitz è ancora oggi testimonianza inaudita di un male che però non può essere solo memoria ma ammonimento. A tenerli aperti, gli occhi. A vigilare. Perché la storia insegna che il male è sempre in agguato. Perché – come scriveva Primo Levi - Auschwitz è il simbolo della vergogna che si prova anche davanti alla colpa commessa da altri.

Per saperne di più

La puntata di Millevoci "I giovani, le scuole e la Giornata della Memoria"

TG
Condividi