Delegazioni da oltre 200 Paesi si riuniranno a Sharm el-Sheikh (Keystone)

COP27 tra aspettative e rivendicazioni

La conferenza sul clima delle Nazioni Unite che si è aperta in Egitto dovrà sciogliere il nodo delle compensazioni ai Paesi meno industrializzati

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La COP27, la conferenza sul clima della Nazioni Unite, si è aperta a Sharm el-Sheikh dove, per due settimane, si riuniranno delegazioni da oltre 200 Paesi con l’obiettivo di portare avanti la lotta contro il cambiamento climatico e le sue conseguenze.

Uno dei nodi da sciogliere sarà quello delle compensazioni ai Paesi meno industrializzati, che inquinano meno ma subiscono in pieno le conseguenze del clima che cambia. La promessa degli Stati più avanzati di portare a 100 miliardi di dollari all’anno gli aiuti ai Paesi del Sud per ridurre le loro emissioni e prepararsi alle conseguenze del riscaldamento globale non è ancora stata mantenuta.

Ora il Sud del mondo chiede un finanziamento supplementare, per coprire le perdite e i danni già subiti. Una possibilità su cui l’Occidente è molto reticente, temendo richieste di risarcimento per migliaia di miliardi di dollari e un arretramento rispetto agli impegni presi alla COP26 di Glasgow.

 

Un altro tema in evidenza sarà quello dell’energia. Se da un lato diverse organizzazioni chiedono di accelerare la transizione verso fonti ecologiche, con la crisi energetica attualmente in corso non è detto che gli obiettivi ambientali restino prioritari. In diversi Stati, anche in Europa, sono sempre più numerose le voci che chiedono di rallentare la transizione energetica a favore di un approvvigionamento sicuro.

Al via in Egitto la COP27

Al via in Egitto la COP27

TG 20 di domenica 06.11.2022

 
Radiogiornale/Reuters/AFP/sf
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