(©Claudio Moschin)

Firenze e la musica affogata

Spartiti mai pubblicati e ora parzialmente ammuffiti giacciono, dimenticati, dall'alluvione del 1966

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Il 4 novembre 1966 l’alluvione che interessò Firenze si abbatté anche sulla basilica della SS. Annunziata. Il santuario fu sommerso da oltre due metri d’acqua e il ricco patrimonio artistico fu devastato. Non fu risparmiato nemmeno l’annesso archivio della famosa Cappella Musicale, i cui manoscritti storici e musicali, al piano terra, furono travolti e intrisi di acqua e fango. Allora fu possibile solo un intervento di emergenza, ma da allora è come se il tempo si fosse fermato. La catalogazione del patrimonio è ancora gli inizi.

L'unico dato certo è che il fondo - e lo attesta un primo sommario inventario - dovrebbe essere costituito di oltre 5'000 spartiti musicali composti a mano da oltre mille autori famosi. Di queste 5'000 opere almeno 1500-2000 sono state scritte su documenti dichiarati alluvionati, cioè intrisi d’acqua e gasolio, macchiati, rovinati parzialmente o totalmente. Tra l’altro queste opere, che spesso furono mandate dagli autori stessi ai frati che reggevano la basilica della SS.Annunziata perché le valutassero, in gran parte non sono mai state eseguite. Quindi si tratta di capolavori assolutamente inediti, unici magari. E non c’è davvero un altro archivio storico-musicale simile. Poi, come spesso capita, col tempo sono venuti a mancare i già scarsi fondi per il restauro (e persino per la catalogazione) di queste migliaia di manoscritti e spartiti. I segreti dell’archivio della Cappella Musicale fiorentina, luogo da sempre inaccessibile ai "non addetti ai lavori", rischiano di restare tali anche in futuro.

Claudio Moschin ha avuto però l’autorizzazione ad entrare per la prima volta in questo archivio con una telecamera, accompagnato dal curatore degli archivi, il professor Paolo Piccardi.  Obiettivo: capire come mai un patrimonio simile sia ancora in quelle condizioni….

Red.MM

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