Il leader del M5s Luigi di Maio (al centro), dopo il colloquio con il capo dello Stato Mattarella
Il leader del M5s Luigi di Maio (al centro), dopo il colloquio con il capo dello Stato Mattarella (keystone)

I 5Stelle aprono al PD

Il leghista Salvini lancia l'ultimo appello ma il pentastellato Di Maio lo gela: "Sleale, indietro non si torna"

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Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, dopo due ore di riflessione e una serie di telefonate ai protagonisti principali della crisi, ha concesso altro tempo (5 giorni) ai partiti per trovare un'intesa di Governo. Di fatto ha aperto la strada a Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti per tentare la formazione di un esecutivo Movimento 5 stelle - Partito Democratico.

L'assemblea del M5s, infatti, ha dato mandato, per acclamazione, al capo politico Luigi Di Maio e ai capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco D'Uva di incontrare la delegazione del PD.

Precedentemente Di Maio ha chiarito che indietro non si torna, scaricando il vicepremier e ministro dell'interno leghista Matteo Salvini. Il leader della Lega ha provato sino all'ultimo momento utile a ricucire, spendendo parole affettuose verso Di Maio: "Credo che abbia lavorato bene nell'interesse del Paese", ha detto. Una mano tesa che i Cinque Stelle hanno però respinto al mittente. Luigi Di Maio lo ha gelato poco dopo, accusandolo di slealtà

Intanto è partito un percorso a tappe e di avvicinamento al PD per portare il gruppo dei parlamentari a "digerire" quella che ormai allo stato maggiore del Movimento sembra l'unica strada percorribile per evitare il ricorso alle urne. Il leader del M5S, Di Maio, si è presentato agli italiani dopo le consultazioni con il capo dello Stato proponendo un decalogo dei punti su cui cercare una convergenza con i democratici.

La situazione è complessa ma su diversi punti si respira già ottimismo: il decreto legge sicurezza (voluto da Salvini) potrà, si spiega in casa M5S, essere emendato in tutte quelle parti che sono state oggetto di osservazioni da parte del Capo dello Stato e della Corte Costituzionale. E anche sul taglio dei parlamentari la constatazione è che la riforma a questo punto è su un binario morto e quindi "in un'ottica di legislatura" ci sarà tutto il tempo per concordare con il PD una riforma che vada in quella stessa direzione.

 
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