La bagarre scatenata a giugno nell'aula del Senato dai senatori leghisti, contrari allo ius soli
La bagarre scatenata a giugno nell'aula del Senato dai senatori leghisti, contrari allo ius soli (keystone)

Ius soli, senatori in "fuga"

Manca numero legale per dare cittadinanza ai nati in Italia da genitori stranieri. Esultano Lega e FI. L'UNICEF: "Incivile"

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I 33 senatori italiani (tutti quelli del Movimento 5 Stelle, quasi tutti i centristi e un terzo degli eletti nel Partito Democratico) che non si sono presentati in aula sabato, facendo mancare il numero legale, hanno di fatto decretato la "morte" dello ius soli. I senatori presenti erano 116, il quorum richiesto di 149. Lo stop alla legge è definitivo perché, a meno di clamorosi colpi di scena, le Camere saranno sciolte prima della fine del 2017.

Esultano la Lega di Matteo Salvini e Forza Italia di Silvio Berlusconi, contrari alla proposta di dare la cittadinanza ai nati in Italia da genitori stranieri. E se il Partito Democratico di Matteo Renzi  se la prende con il M5S di Beppe Grillo, la sinistra di Liberi e Uguali punta il dito proprio contro i Dem: "ipocriti".  Ferma la condanna dell'UNICEF che, attraverso il portavoce italiano Andrea Iacomini, definisce lo stop allo ius soli "una pagina incivile per il paese".

ATS/M. Ang.

 

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