Accudito dalla madre, in un'immagine del 2014 (keystone)

Lambert, appello respinto

La Corte di Strasburgo non interviene per bloccare la procedura di interruzione dei trattamenti per il 42enne in stato vegetativo a Reims

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La Corte europea dei diritti dell'uomo ha respinto "in assenza di elementi di novità" l'estremo ricorso presentato lunedì in giornata dai genitori di Vincent Lambert, 42enne francese da una decina di anni tetraplegico e in stato vegetativo in seguito a un incidente stradale. In mattinata l'ospedale Sebastopol di Reims aveva comunicato alla famiglia di aver avviato le procedure per mettere fine ai trattamenti e procedere a una "sedazione profonda e continua".

I giudici di Strasburgo avevano già concluso nel 2015 che sospendere alimentazione e idratazione dell'uomo, per il quale non ci sono speranze di ristabilimento ma che non necessita di respiratore o stimolazione cardiaca, non viola il principio del diritto alla vita.

I genitori, ferventi cattolici, e due dei fratelli si battono da anni con ogni mezzo legale perché non si stacchi la spina e denunciano "un'eutanasia mascherata", mentre gli altri fratelli e la moglie sono di parere opposto e chiedono che si metta fine a quello che definiscono un accanimento terapeutico.

 

Nella vicenda ha preso posizione anche la Chiesa. "Custodiamo sempre la vita, dall'inizio fino alla sua fine naturale", ha twittato Papa Francesco, e il direttore della sala stampa vaticana Alessandro Gisotti ha fatto esplicitamente riferimento al caso aggiungendo nel suo retweet la frase "Preghiamo per Vincent Lambert".

Eutanasia attiva, passiva e aiuto al suicidio: le differenze

L'eutanasia attiva diretta è l'omicidio mirato a ridurre le sofferenza di un'altra persona, somministrando intenzionalmente un preparato che causa la morte. In Svizzera è vietata, chi la pratica viene processato. L'eutanasia attiva indiretta è l'impiego di mezzi (per esempio la morfina) che servono ad alleviare il dolore, accettando il fatto che essi possono anche contribuire ad abbreviare la vita. In Svizzera non disciplinata dal codice penale ma consentita nella prassi definita dall'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM). L'eutanasia passiva è la sospensione da parte del medico di terapie si sostentamento vitale, come per esempio il distacco del respiratore per l'ossigeno. Anche questa non regolata esplicitamente ma di fatto permessa come definita dall'ASSM. L'assistenza (o aiuto) al suicidio, infine, è quella praticata da associazioni come Exit, consiste nel mettere un prodotto letale a disposizione di un paziente che desidera mettere fine ai suoi giorni. Questo la deve assumere senza l'aiuto di terzi. Non è punibile a meno che all'origine vi siano motivi egoistici. (fonte: Ufficio federale di giustizia)

pon
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