I corpi recuperati (keystone)

Morti in coda sull'Everest

Quattro vittime in 48 ore e sette in tutto nell'ultima settimana - Alpinisti imbottigliati verso la vetta

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Sono saliti a quattro nelle ultime 48 ore (e a sette in pochi giorni) gli alpinisti morti nel tentativo di raggiungere la cima dell'Everest o durante la discesa. Fra questi ci sono almeno due indiani e una guida nepalese, secondo quanto riferito dagli organizzatori delle spedizioni, mentre dagli Stati Uniti rimbalza la notizia del decesso di un 55enne dello Utah che sognava di toccare i "tetti" di tutti i continenti ma ha avuto un malore proprio mentre scattava le foto ricordo.

 

Una vera e propria folla in attesa ai campi base ha approfittato di un breve sprazzo di bel tempo per lanciarsi nella salita alla vetta e ha fatto il giro del mondo la foto della coda formatasi in un passaggio difficile e stretto poco sotto gli 8'848 metri della montagna più alta del mondo.

 

Freddo, fatica accentuata dalla rarefazione dell'aria e mal d'altitudine sono micidiali se, come qualcuno è stato costretto a fare, si rimane fino a 12 ore imbottigliati nella "zona della morte" oltre quota 8'000, durante la scalata o sulla via del ritorno. C'è poi il rischio delle cadute, fatali a un austriaco e un irlandese.

L'alta stagione sulle due vie possibili, quella nepalese più frequentata e quella tibetana, dura da fine aprile a fine maggio. È in questo periodo che si concentrano le speranze di compiere l'impresa non solo per i nomi noti dell'alpinismo come la francese Élisabeth Revol, che in questi giorni ha scalato consecutivamente l'Everest e il vicino Lhotse un anno dopo la tragica spedizione sul Nanga Parbat costata la vita al suo compagno di cordata polacco Tomasz Mackiewicz, ma anche per i molti altri ai quali viene concesso un permesso. Troppi, secondo molti specialisti, perché tutti finiscono con il ritrovarsi insieme in parete. Nel 2019 la vetta è stata raggiunta da circa 550 scalatori (senza contare gli sherpa). Dal 1953, anno della prima salita firmata Edmund Hillary e Tenzing Norgay, sono invece oltre 5'000 coloro che sono giunti in cima e circa 300 le vittime.

Ingorghi sull'Everest letali

Ingorghi sull'Everest letali

TG 20 di venerdì 24.05.2019

 
pon/AFP
Condividi