"No" all’aborto legale in Argentina

Il Senato, dopo un dibattito fiume, boccia di misura la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, approvata in giugno dalla Camera - Scontri in piazza

Il Senato argentino, dopo un dibattito fiume conclusosi in tarda notte e con 38 voti contro 31, ha detto “no” alla legalizzazione dell’aborto. La legge era invece stata approvato in giugno dalla Camera dei deputati e puntava a consentire l’interruzione volontaria di gravidanza entro le prime 14 settimane.

L'Argentina e il dibattito sull'aborto

L'Argentina e il dibattito sull'aborto

TG 20 di mercoledì 08.08.2018

 

Già alla vigilia del dibattito, media e analisti avevano previsto il voto di rigetto trasmesso dai deputati, in quanto la presenza dei conservatori nella Camera alta è più forte rispetto alla camera bassa del Parlamento.

Si sono alternati al microfono nelle oltre 16 ore di dibattito 61 dei 72 membri che compongono il Senato, riflettendo la diversità delle opinioni e mostrando una prevalenza dei no fra i rappresentanti delle province settentrionali argentine e dei sì per quelle del centro e del sud del paese.

Secondo la legge argentina, il "no" del Senato significa che per un anno non sarà possibile ripresentare una nuova legge sullo stesso tema. Inoltre, il 2019 sarà un anno elettorale e quindi poco opportuno per l'esame di temi con un contenuto di forte tensione sociale.

I contrari alla legalizzazione indossavano in questi giorni un fazzoletto azzurro, in contrapposizione a quello verde portato dai favorevoli
I contrari alla legalizzazione indossavano in questi giorni un fazzoletto azzurro, in contrapposizione a quello verde portato dai favorevoli (keystone)

Paese spaccato in due

Il dibattito sull’aborto in Argentina, uno della ventina di Stati al mondo in cui ancora non è concesso, ha infiammato il dibattito e spaccato in due il pase.

Il principale elemento di novità della legge appena respinta era la possibilità per tutte le donne di interrompere la gravidanza entro la 14sima settimana, mentre con la normativa attuale, che si rifà al codice penale del 1921, autorizza l'aborto solo quando la gravidanza è frutto di uno stupro o vi sia pericolo per la vita della madre.

Inoltre, il progetto di legge prevedeva che l'aborto potesse essere eseguito in qualsiasi ospedale o clinica pubblica o privata, senza costo per l'intervento, le medicine e le eventuali terapie di appoggio.

Sfidando l'inclemenza meteorologica che ha segnato la giornata con temperature rigide e una pioggia leggera ma incessante, molte decine di migliaia favorevoli alla legge con al collo pañuelos (fazzoletti) verdi, ed anche un gran numero, anche se minore, di oppositori ad essa con fazzoletti celesti, hanno atteso l'esito del dibattito sotto gli ombrelli, lanciando slogan, ballando ed ascoltando musica di gruppi esibitisi su palchi sistemati all'aperto.

Subito dopo la bocciatura in Senato del progetto di legge sull'interruzione volontaria della gravidanza, un gruppo di una trentina di militanti favorevoli alla legge hanno lanciato oltre le barriere divisorie - all'altezza dell'Avenida Rivadavia - bottiglie e oggetti verso i manifestanti pro-vita. La polizia ha risposto con gas lacrimogeni ed almeno una persona è rimasta ferita.

Nel frattempo, i 'fautori della vita' riuniti sulla piazza davanti al Congresso di Buenos Aires hanno festeggiato con fuochi d'artificio.

AFP/ATS/ludoC

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