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"Non è la fine dell'UE"

Juncker rassicura, ma Merkel e Hollande ammettono: "è un duro colpo"

  • 24 giugno 2016, 15:23
  • 7 giugno 2023, 21:07
Jean-Claude Juncker

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Il voto britannico in favore della Brexit "non rappresenta l'inizio della fine per l'Unione Europea", ha assicurato il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker parlando per la prima volta alla stampa dopo l'esito del referendum oltre la Manica. Bruxelles, tramite un comunicato congiunto dello stesso lussemburghese, del presidente del Consiglio Donald Tusk, di quello del Parlamento Martin Schulz e di quello di turno, l'olandese Mark Rutte, ha invitato Londra a tenersi pronta ai negoziati e ad avviare nei tempi più brevi possibili la procedura per l'uscita dai Ventotto. Questo mentre i fautori del "leave", nel giorno del trionfo, prendono tempo e parlano di anni prima che il risultato odierno sia concretizzato.

Angela Merkel

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"La fase di incertezza non sarà troppo lunga", ha detto ancora Juncker, aspettandosi una decisa presa di posizione da parte dell'asse portante dell'UE, quello franco-tedesco. In Germania la cancelliera
Angela Merkel ha parlato di "un colpo duro" e "un taglio netto" per il processo di integrazione e per l'Unione tutta, abbastanza forte però per soppravivvere.

François Hollande

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La Brexit "mette a dura prova l'Europa", secondo il presidente francese
François Hollande, dispiaciuto per quella che ha definito "una scelta dolorosa". "L'UE non potrà più fare come prima ma dovrà concentrarsi sull'essenziale" e, per riaffermare la sua esistenza "potrebbe passare per cambiamenti profondi".

Merkel ha invitato Hollande a un minivertice lunedì a Berlino, insieme a Matteo Renzi e al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

pon/ATS

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