La nave umanitaria Open Arms, ancora alla fonda al largo di Lampedusa (keystone)

Open Arms, tutto fermo

La Spagna nega intese con l'Italia per sbarcare 107 migranti alle Baleari, ma l'offerta resta valida

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Rimane incertezza sul destino dei 107 migranti ancora a bordo della Open Arms, alla fonda, al largo dell'isola siciliana di Lampedusa, da 19 giorni. Il Governo spagnolo ha smentito di aver raggiunto un accordo con l'Italia per lo sbarco a Maiorca, nelle Baleari, pur ribadendo di essere pronto a ricevere i migranti in loco.

Al tempo stesso l'esecutivo di Madrid. attraverso la vicepresidente Carmen Calvo, ha alzato i toni contro le autorità italiane, accusandole di violare il diritto internazionale del mare rifiutando alla nave umanitaria Open Arms la possibilità di accostare.

L'organizzazione Open Arms, dal canto suo, ha denunciato il fatto che gli Stati europei chiedano a una piccola ONG di affrontare 590 miglia e tre giorni di navigazione, in condizioni metereologiche avverse, con 107 persone stremate a bordo, e chiede a Italia e Spagna di garantire, mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari, che queste persone sbarchino in un porto sicuro.

"Spagna e Italia si assumano le proprie responsabilità e si accordino su come gestire l'eventuale trasferimento nel porto sicuro che per noi è Lampedusa perché siamo a 800 metri: noi certamente non possiamo navigare verso Minorca o Maiorca con la situazione che c'è a bordo". Lo dicono Oscar Camps e Riccardo Gatti della ONG spagnola. "Ci hanno comunicato che vorrebbero trasferire solo una parte dei 107 naufraghi nelle navi militari, il resto dei migranti dovremmo portarli noi e questo è impossibile", aggiungono.

Reuters/ANSA/M. Ang.

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