Roma, nuovo stadio a rischio

Nove arresti e 16 indagati per presunta corruzione nell'edificazione del nuovo impianto sportivo dell'AS Roma

Nove arresti e 16 indagati: il nuovo stadio della Roma rischia di impantanarsi nell'inchiesta della Procura della capitale italiana su una presunta corruzione nell'ambito della variante del progetto licenziato nel febbraio dello scorso anno col taglio del 50% delle cubature rispetto al progetto iniziale.

Tra gli arrestati figurano anche politici e consulenti che hanno concorso al nuovo progetto. In carcere sono finiti il costruttore Luca Parnasi e cinque suoi collaboratori. Ai domiciliari invece Adriano Palozzi, vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio di Forza Italia, Michele Civita, ex assessore regionale del PD, Luca Lanzalone, presidente dell'Acea (società multiservizi attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi vari) e consulente per M5S sullo stadio.

L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo ipotizza una rete di corruzione trasversale, che tocca sia il Comune che la Regione Lazio, e 'tripartisan' coinvolgendo esponenti locali di spicco del PD, M5S e Forza Italia: secondo l'accusa il metodo corruttivo veniva considerato dalla società di Parnasi un "asset di impresa" e si sostanziava in soldi, consulenze e fatture per operazioni inesistenti a Lanzalone e Palozzi e la promessa di assunzione del figlio all'ex assessore Civita.

ATS/ANSA/Swing

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