Nel mirino del meccanismo non finiscono le polveri, ma il biossido di carbonio (Keystone)

Scontro politico sull'ecotassa

L'imposta costerà 900 milioni in tre anni e potrebbe colpire anche l'utilitaria più venduta in Italia: la panda

Dopo la Francia anche in Italia si accende la polemica sulla proposta di nuove tasse ecologiche. Lo scontro non avviene però in piazza, ma nell'arena politica. L'obiettivo dell'ecotassa è l'introduzione di un sistema bonus-malus, che premia chi acquista nuove auto elettriche o a basso inquinamento, e penalizza i motori tradizionali più inquinanti, comprendendo anche le auto più economiche e colpendo dunque i consumatori meno abbienti.

Nel mirino del meccanismo non finiscono le polveri, ma il biossido di carbonio. Costerà 900 milioni in tre anni. Una proposta che dovrà ancora essere approvata in Parlamento e che al momento è stata bloccata dalla Lega Nord. "Io sono convinto che è necessario tutelare l'ambiente, ma senza imporre nuove tasse - spiega Matteo Salvini, leader della Lega - Quindi non passerà mai con il mio sostegno o quello della Lega una nuova tassa per chi ha auto a benzina o a diesel".

"Chi inquina paga", dice il ministro dell'ambiente Sergio Costa, ripreso da La Repubblica. "Bisogna bilanciarla tenendo conto della povera gente che magari ha la Pandarella". L'utilitaria più venduta in Italia è infatti a rischio ecotassa.

La vice ministra all'economia Laura Castelli ha invece dichiarato che la tassa va introdotta, perché è prevista dal contratto di Governo. Il leader dei Cinque stelle Luigi Di Maio ha invece precisato: "Non vogliamo assolutamente mettere tasse alle auto. Vogliamo dare bonus a chi acquista macchine che non inquinano". Per lunedì è previsto un tavolo tecnico, convocato da Di Maio.

RG/WytA
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