Violenze nella regione di Mopti (Keystone)

Sempre più grave la crisi in Mali

Più di 200'000 persone hanno abbandonato i propri villaggi e 600 civili sono stati uccisi. In aumento anche le violenze sui bambini

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Si sta aggravando la crisi in Mali, che ora si è estesa anche alla regione di Mopti. Stando ai dati raccolti dal Meccanismo di risposta rapida, un sistema di allerta che aiuta le organizzazioni umanitarie, le fughe dai villaggi nel 2019 sono aumentate di ben sei volte rispetto allo scorso anno. Le cause di questo fuggifuggi di massa - si parla di 200'000 persone - sono gli attacchi da parte di milizie etniche e le vessazioni dell’esercito. Solo quest’anno più di 600 civili sono stati uccisi, tra cui molte donne e bambini.

A fare le spese di questa situazione sono soprattutto i soggetti più vulnerabili. “Sono qui a Mopti perché siamo molto preoccupati per l'aumento della violenza contro i bambini (…)” -  ha spiegato Virginia Gamba, speciale rappresentante del segretario generale dell'ONU per i bambini nei conflitti armati - "Siamo in contatto con il governatore e le parti in conflitto per cercare di affrontare la situazione. Ho anche parlato direttamente con i bambini, per capire cosa pensano, cosa vogliono. Speriamo così di riuscire a fermare le violenze contro di loro".

La violenza nella regione di Mopti si aggiunge alla crisi nel nord. Questo territorio è infestato da sette anni dal terrorismo jihadista ed è sfuggito al controllo del Governo, oltre che dalla missione di pace dell'ONU e dalle forze francesi dell'operazione Barkhane.

RG/MarGù
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