Studenti scomparsi in Messico, una svolta?

TG 20 di mercoledì 08.07.2020

Svolta nella vicenda di Ayotzinapa

Sei anni dopo la sparizione dei 43 studenti messicani, il ritrovamento di un frammento osseo riapre le indagini

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Deve essere riscritta da capo la storia dei quarantatré liceali, appartenenti alla scuola di Ayotzinapa, nel Messico meridionale scomparsi sei anni fa. I resti di una delle vittime sono infatti sono stati identificati, facendo vacillare pericolosamente il castello di bugie ed omertà che ha accompagnato la vicenda. 

I fatti risalgono al settembre del 2014: per raggiungere Città del Messico e partecipare ad una manifestazione di commemorazione per una strage del 1968, alcuni studenti si impossessarono di cinque bus del trasporto pubblico.

Gli agenti di polizia li intercettarono e spararono contro gli autobus, inseguendo alcuni studenti che si erano dati alla fuga e arrestando quelli restati a bordo. Di loro si perse ogni traccia.

Nel settembre del 2014, alcuni studenti si impossessarono di cinque bus per raggiungere Città del Messico
Nel settembre del 2014, alcuni studenti si impossessarono di cinque bus per raggiungere Città del Messico (Keystone)

Secondo la versione ufficiale, i liceali sarebbero stati confusi con una banda di narcos e consegnati ai rivali da poliziotti corrotti. I corpi sarebbero poi stati bruciati e le ceneri gettate nel fiume San Juan.

I costanti insabbiamenti sarebbero avvenuti per coprire una fitta rete di corruzione e collusione fra politica e narcos che le nuove inchieste iniziate grazie all'intervento del presidente messicano Obrador, potrebbero portare alla luce la verità. 

"Abbiamo identificato i resti di una vittima", ha dichiarato il procuratore incaricato del dossier Omar Gomez. I frammenti ritrovati recentemente smentiscono quella che è stata la finta verità divulgata finora dalle autorità, mettendo in evidenza l'ennesima incongruenza di una storia ancora lontana dall'essere chiarita.

TG/AnP
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