Un Mar "Nero"... di mine

Ordigni fluttuanti rendono difficile la navigazione in aggiunta alla minaccia delle navi russe

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Un oceano di mine nel Mar Nero. È la denuncia che arriva da Odessa, principale porto dell’Ucraina.

È bloccato da quasi tre mesi, insieme agli altri scali marittimi e a quelli sui fiumi – come Mikolaiv e Kherson, oltre alla martoriata Mariupol. La minaccia delle navi da guerra e dei sommergibili russi impedisce la regolare navigazione commerciale. Da quelle imbarcazioni militari e dai sottomarini russi sono lanciati i missili che colpiscono obiettivi in tutta l’Ucraina.

 

Nel solo porto di Odessa sono bloccate oltre 30 milioni di tonnellate di grano. Che se non verranno trasportate presto a destinazione rischiano di deteriorarsi, con enormi conseguenze anche sui mercati internazionali, in particolare per i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente.

Ma a rendere ancora più ostico il “terreno” di battaglia – in questo caso il mare – è la presenza di mine. Come spiega al nostro inviato Emiliano Bos in questa intervista il capitano Alex Sagaydak, ex-comandante di cargo e docente di Navigazione all’Università di Odessa.

Emiliano Bos, inviato RSI in Ucraina

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