Israele e Stati Uniti hanno colto l'occasione per lanciare una stoccata all'Iran (reuters)

Uniti contro l’antisemitismo

Una quarantina di capi di Stato e di Governo si sono riuniti in occasione del quinto forum internazionale sulla Shoah organizzato in Israele

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In occasione del settantacinquesimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz (27 gennaio 1945) è cominciato oggi, giovedì, il forum internazionale sulla Shoah e l’antisemitismo. Presso il memoriale dell'Olocausto Yad Vashem di Gerusalemme si sono riuniti una quarantina di capi di Stato e di Governo provenienti da tutto il mondo.

Durante la giornata hanno preso la parola diversi esponenti politici di rilievo, tra cui il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha colto l’occasione per criticare duramente l’Iran "il regime più antisemita del pianeta che minaccia la stabilità del Medio Oriente”. Il premier ha anche aggiunto che “tutti i Governi dovrebbero mobilitarsi contro i tiranni di Teheran”.

A sostegno delle sue parole contro il regime iraniano si è espresso pure il vicepresidente statunitense Mike Pence: “Dobbiamo restare forti contro uno Stato che foraggia l'antisemitismo, contro l'unico Governo che nega la Shoah come politica di Stato e che minaccia di cancellare Israele dalle mappe".

Più cauto il presidente russo Vladimir Putin: "Dobbiamo avere il coraggio di non parlare solo di antisemitismo ma anche di fare tutto in nostro potere per proteggere gli ebrei". Il capo del Cremlino ha poi proposto di organizzare un summit con i leader dei paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Russia, Cina, Stati Uniti, Francia e Regno Unito) “per discutere dei problemi globali”.

Il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha omaggiato la testimonianza dalla senatrice Liliana Segre affermando che "in questi ultimi decenni sulla Shoah è stata per l'Italia un patrimonio prezioso", ricordando anche “il grande impegno della repubblica contro l'odio, il male, la stupidità sotterranei che talvolta affiorano".

Il presidente francese Emmanuel Macron ha invece dichiarato che la Shoah “non può essere utilizzata per giustificare l’odio contemporaneo”, accettando poi l’invito del presidente russo.

Perentorio l’intervento del presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. “L’omicidio di massa di sei milioni di ebrei, il peggior crimine contro l’umanità, è stato commesso dal mio Paese”, ha affermato, rimarcando poi l’importanza di combattere l’antisemitismo e il razzismo in ogni sua forma.

 
ATS/AFP/Ansa/PSo
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