Enrico Letta
Enrico Letta (KEYSTONE)

Dimissioni irrevocabili d'Enrico Letta

Subito partite le consultazioni per la formazione del nuovo Esecutivo italiano

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Enrico Letta ha consegnato le sue dimissioni irrevocabili nelle mani del presidente Giorgio Napolitano, il quale le ha accettate, non potendo che prendere atto della decisione. Non è dunque previsto un passaggio parlamentare, come si evince dal comunicato diffuso dal Quirinale. Camera e Senato potranno esprimere le loro considerazioni sui motivi della crisi quando daranno la loro fiducia alla futura compagine. La medesima procedura era stata seguita con le dimissioni di Silvio Berlusconi e Mario Monti.

L'ormai ex premier Letta, che ha ringraziato tutti coloro che lo hanno sostenuto ogni giorno "come se fosse l'ultimo", ne ha trascorsi a Palazzo Chigi solo 293. Prima di salire al colle per dimettersi, aveva presieduto il suo ultimo consiglio dei ministri.

Le consultazioni per la formazione del nuovo Governo italiano sono iniziate subito e termineranno sabato, con la praticamente scontata nomina a capo dell'Esecutivo del segretario del Partito democratico Matteo Renzi. L'elenco dei chiamati al cospetto di Napolitano inizia con i presidenti dei due rami del Parlamento, Pietro Grasso e Laura Boldrini, e prosegue con i rappresentanti dei vari gruppi.

ANSA/dg


Bruxelles chiama Roma

Nel giorno delle dimissioni, Enrico Letta ha ricevuto la chiamata del presidente della commissione europea José Manuel Barroso, che l'ha definito "un grande europeista" e gli ha manifestato il suo apprezzamento per quasi dieci mesi di cooperazione. Bruxelles non ha commenti sul cambio della guardia a Roma, frutto di un processo democratico interno, ma si è affrettata a ricordare all'Italia gli impegni assunti: "Siamo fiduciosi che l'Italia sia in grado di portare avanti le riforme e il consolidamento del suo bilancio", ha detto la portavoce della Commissione, Pia Ahrenkilde.

Burkhalter annulla il viaggio

La crisi di Governo in Italia ha implicazioni anche per l'agenda del Consiglio federale: Didier Burkhalter non andrà come previsto lunedì a Roma, dove intendeva spiegare l'esito del voto di domenica sull'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Resta in programma il viaggio della prossima settimana a Berlino, ma in tutte le capitali europee sono stati attivati i canali diplomatici.

Condividi