Barack Obama
Barack Obama (KEYSTONE)

Stati Uniti, “2014 anno della svolta”

Lo ha affermato durante il suo discorso sullo stato dell’Unione il presidente Barack Obama, pronto ad agire per decreto laddove il Congresso boccerà le sue riforme

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“Il 2014 sarà l’anno della svolta per gli Stati Uniti, un anno d’azione”. È la solenne promessa fatta del presidente Barack Obama durante il suo quinto discorso sullo stato dell’Unione (durato 65 minuti circa).

L’inquilino della Casa Bianca è più che mai determinato ad affermare la sua agenda politica e sociale, rimasta a lungo ostaggio delle lotte tra democratici e repubblicani.
“Se il Congresso rifiuterà di prendere le dovute misure a sostegno della classe media agirò per decreto”, ha affermato il capo dello Stato. E lo farà ovunque sia necessario: dal salario minimo alla lotta alla disoccupazione, dall'immigrazione alla stretta sulle armi.

Dodici le "svolte" in agenda

Il 44esimo presidente degli Stati Uniti di azioni esecutive ne ha già pronte ben dodici: vanno dall'aumento del salario minimo per i lavoratori statali, alla creazione di 'myRà per aiutare milioni di americani a risparmiare per la loro pensione. Ma includono anche la revisione dei programmi di formazione per i lavoratori, affinché abbiano le capacità necessarie per svolgere nuove mansioni, nonché accordi con le aziende per l'assunzione di disoccupati da lungo termine.

Dalla parte delle donne

Obama, nel suo discorso, si è pure scagliato contro le discriminazioni sulle donne (“guadagnano 77 centesimi per ogni dollaro guadagnato da un uomo, è imbarazzante nel 2014”), contro le ineguaglianze sociali (“lo stesso standard di servizi più essere raggiunto con una revisione del sistema fiscale”) e ha difeso strenuamente la sua riforma sanitaria, l’Obamacare (“nessun cittadino resterà più senza copertura”).

La politica estera

E nel discorso del comandante in capo non sono neppure mancate note di politica estera: Obama tratterà con l’Iran e opporrà il suo veto ad eventuali nuove sanzioni contro la Repubblica islamica. “In Ucraina in popolo ha il diritto di esprimersi liberamente e pacificamente sul futuro del proprio paese”, ha inoltre affermato.

“Chiuderemo Guantanamo quest'anno” , ha infine affermato il primo presidente nero nella storia del paese (una promessa fatta nel 2009 e non ancora mantenuta), promettendo anche anno all'attacco clima ed energia, nonché sul fronte degli accordi commerciali con l'Europa, l'Asia e l'area del Pacifico.

ANSA/ATS/Red.MM-LudoC.


Sono conservatori

Ben quattro giudici della Corte suprema su nove sono assenti a Capitol Hill. Hanno deciso di non ascoltare il presidente Sonia Sotomayor, Samuel Alito, Clarence Thomas e Antonin Scalia. Da ricordare che questi ultimi tre, tutti conservatori, hanno disertato anche il discorso dell'anno scorso.

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