Algeria tra satira e proteste

Finita l'èra di Bouteflika il popolo algerino attende ora le elezioni presidenziali del prossimo 4 luglio senza rinunciare alla protesta

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Le proteste in Algeria, scoppiate a febbraio dopo l’annuncio della ricandidatura per un quinto mandato del Presidente Abdelaziz Bouteflika, proseguono anche ora, a maggio. Bouteflika si è dimesso il 2 aprile scorso. Una settimana dopo, il Parlamento algerino ha nominato Abdelkader Bensalah presidente ad interim per i successivi 90 giorni. Bensalah, considerato molto vicino all’ex-presidente, ha annunciato una nuova elezione presidenziale per il 4 luglio. Poi, nelle ultime settimane, sotto la pressione del movimento e su richiesta dell’esercito, sono partite diverse inchieste su casi di corruzione contro potenti uomini d’affari e alti responsabili dello Stato. Ali Haddad, Issad Rebrab, i fratelli Kouninef, i due ex capi dell’intelligence Bachir Targat e Mohamed Mediene e il fratello dell’ex Presidente Abdelaziz Bouteflika, Saïd Bouteflika, sono stati arrestati dai servizi di sicurezza per “complotto contro lo Stato”.

Le proteste, come detto, continuano ed hanno fatto anche emergere un lato ironico e umoristico insito nella società algerina. In tutte le manifestazioni del Paese è infatti ormai consueto utilizzare vignette, slogan e canti ispirati alla satira politica. Ironia e satira per esprimere dissenso contro il potere e i suoi vertici.

Marco Simoncelli - Davide Lemmi

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