AlpTransit, l'Italia si prepara

Passaggi a livello da abbattere, cambio di viabilità e qualche timore, questi i lavori oltre confine per accogliere più treni

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Rumore, sicurezza, viabilità: rimangono questi i veri nodi da sciogliere per la maggior parte dei sindaci italiani che insistono sulla linea Bellinzona-Gallarate via Luino, a pochi giorni dall’entrata a regime della galleria di base del San Gottardo. I sindaci oltre frontiera chiedono a Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e a Regione Lombardia un maggiore coinvolgimento nelle scelte su questa tratta di ferrovia, timorosi di dover pagare un prezzo alto senza avere poi “nulla indietro”, con in più le proteste di molti cittadini.

A chiarire intanto cosa si sta facendo e quali saranno i tempi ipotetici degli interventi che mirano a rendere più fluido il traffico veicolare in quelle aree, di quelle città divise dai passaggi a livello, ci ha pensato il presidente della Provincia di Varese, Gunnar Vincenzi. Il politico varesino ha spiegato quello che è l’accordo di programma tra gli enti sopra citati, un patto stipulato lo scorso dicembre 2015 che ancora pare non essere arrivato alla fase di progettazione finale. E’ previsto l’abbattimento sulla tratta da  di una quindicina di passaggi a livello da Maccagno, poco dopo Dirinella, fino a Sesto Calende, un dato non da poco considerando che con l’aumento dei treni merci dal Nord Europa, diretti ai porti italiani, questi passaggi a livello sarebbero costantemente abbassati, tagliando in due - di fatto - alcune cittadine interessate come Laveno Mombello o Luino che prevedono l’abbattimento rispettivamente di tre e due passaggi a livello. Ancora, altri tre nel Comune di Ispra, tre a Sangiano, uno a Maccagno con Pino e Veddasca ed altre tre nell’area a sud di Laveno, tra Taino e Angera. 

La progettazione di queste opere dovrebbe terminare nella metà del 2017, per poi passare ad una fase operativa. Un lavoro tutt’altro che semplice, che richiederà modifiche alla viabilità provinciale ma indispensabili per accogliere quanto fatto in Svizzera per velocizzare i tempi. Questi cantieri non saranno finanziati con il famoso "prestito a fondo perduto" offerto dalla Svizzera all’Italia, quei denari sono invece utilizzati in questo momento per le opere di adeguamento ma sulla linea ferroviaria e nelle stazioni. Come detto, i sindaci premono per avere maggiori garanzie sulla sicurezza del passaggio delle merci e c’è chi, come il sindaco di Luino Andrea Pellicini, invoca soluzioni come la famosa galleria sotto il Tamaro e spinge per un mantenimento dei servizi passeggeri, perché questa storica linea non sia trasformata solo in un corridoio per le merci. Da alcune settimane su questo tema si sono raccolti in provincia di Varese anche politici di schieramenti diversi, pronti a lasciare a casa il “gagliardetto di partito” per sostenere chiunque difenda il territorio ed i servizi ad esso collegati. Insomma, l’Italia è quasi pronta ad accogliere i risultati del lavoro fatto in Svizzera non senza timori, con qualche incertezza sui tempi, consci comunque che questo treno - quello di AlpTransit - da quelle parti passa una volta sola.

Simone Della Ripa

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