C'è un cinema da scoprire a Dakar

Tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Ottanta le "Actualités sénégalaises" hanno aperto la via alla Cinématographie du Sénégal

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Una pellicola 16mm scorre attraverso un fascio luminoso in una piccola stanza nel quartiere Comico Mermoz di Dakar. La regista Tiziana Manfredi e lo storico-restauratore audiovisivo, Marco Lena, osservano le immagini da dietro una lente d’ingrandimento. Il Senegal ha affidato ai due ricercatori il recupero e la ricostituzione dell’archivio della cineteca senegalese. Delle quasi 6000 bobine presenti se ne sono salvate solo 400, ma ad esse si aggiungono anche 50mila negativi fotografici. Un “tesoro” composto per lo più dalle “Actualités sénégalaises”, i cinegiornali prodotti e diffusi a Dakar tra la fine degli anni ’50 e gli anni ’80, il periodo dell’indipendenza e del panafricanismo.

“Oggi il nostro cinema è ancora apprezzato nel mondo e in Africa. Partecipiamo a tutti i festival”, le parole di Hugues Diaz, direttore della Cinématographie du Sénégal. “Ci stiamo evolvendo anche perché i giovani hanno nuovo vigore e voglia di fare”, prosegue Diaz, sottolineando che, oltre ai successi ottenuti negli ultimi anni, i sempre più numerosi corsi di formazione sulle professioni audiovisive stanno sfornando una nuova classe di registi e tecnici competenti.

 

Ma nonostante il Paese stia vivendo un nuovo impulso artistico, le difficoltà non mancano: dai finanziamenti insufficienti per attrezzature e studi cinematografici, fino alla scarsità di cinema per il pubblico. Grazie alla TV e allo streaming c’è però un margine di miglioramento. In media si producono cinque lungometraggi all’anno, ma Diaz vuole raddoppiarli nel prossimo triennio.

Carlotta Giauna - Davide Lemmi - Marco Simoncelli

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