I retroscena di un Pardo apripista

Primo grande evento a ripartire tra le incognite, il Locarno Festival si appoggia su una struttura collaudatissima

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Cinquantuno metri e mezzo. Tanto misura l’agognato red carpet del Locarno Film Festival, consueta via di approdo delle star del cinema alla meravigliosa cornice della Piazza Grande, con le sue 8'000 sedie. Uno dei luoghi dove ammirare uno dei 209 film programmati nell’edizione 2021 di un festival che, oltre ai semplici cinefili, accoglierà circa 2'500 accreditati da tutto il mondo.

Questi sono solo alcuni dei numeri della 74esima edizione del Pardo, che a causa della pandemia ha dovuto reinventarsi, prepararsi su vari scenari, e alla fine prendersi il ruolo di precursore tra i grandi eventi svizzeri. Un lavoro ricco di incognite per gli oltre 1'000 collaboratori della rassegna cinematografica in riva al Verbano, come ci spiega Simona Gamba: “Le disposizioni cantonali e federali sono arrivate al limite per il nostro lavoro”, spiega la vicedirettrice operativa del Festival, raccontandoci con orgoglio che lo staff ha saputo rispondere presente con “il sorriso e lo spirito di squadra”.

Code e controlli nel Festival dell'era covid

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Il Quotidiano di giovedì 05.08.2021

D’altronde, dopo 74 anni, la struttura è collaudata e all’abituale routine si è “aggiunta una sfera in più”, come la definisce Gamba, per rispondere alle esigenze imposte dai protocolli sanitari. La pandemia ha infatti avuto perlomeno il merito di sospingere per forza di cose la transizione digitale: “Il Covid ha aiutato e accelerato un processo che stavamo già iniziando”, afferma la nostra interlocutrice, che quale Chief innovation officer è proprio responsabile anche di questo ambito che guarda al futuro.

Testa e sudore sul presente insomma, ma occhi e progettualità che guardano già ai prossimi anni: un modus operandi d’obbligo per un evento internazionale come il Pardo. Senza dimenticarsi però mai di assaporare il presente: “Ritornare alla normalità è una grandissima emozione – chiosa Simona Gamba – È fantastico!”.

Omar Cartulano

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