Noi, donne operaie cingalesi - di Romina Vinci

I vestiti dallo Sri Lanka

Storia di donne che lavorano in fabbrica per garantirsi un'emancipazione che passa da una quasi schiavitù e da tanto dolore

lunedì 25/09/17 06:46 - ultimo aggiornamento: lunedì 25/09/17 08:13

Sri Lanka orientale, distretto di Negombo. Ad una trentina di chilometri a nord dalla capitale Colombo, ci sono molte aziende manifatturiere, specializzate in primis nella produzione di capi d’abbigliamento (e sedi della produzione di marchi molto noti nel mondo occidentale).

L'industria dell'abbigliamento in Sri Lanka è un motore economico enorme che dà lavoro direttamente a circa 300 mila persone. Il reparto tessile ha reso le donne dello Sri Lanka finanziariamente indipendenti, ma non del tutto autonome. La maggior parte di loro vive in una zona molto povera nella periferia della città, in un ghetto i cui alloggi nient'altro sono se non singole stanze prive persino dei servizi igienici. A volte queste lavoratrici provengono da villaggi lontani. Lasciano i propri figli a casa, con i nonni. Loro, infatti, non possono accudirli. Eccole allora sole, in condizione di pura povertà, con l'unico obiettivo di lavorare sodo (svolgendo anche turni extra) pur di guadagnare qualche benefit da poter inviare alla famiglia. 

Abbiamo visitato uno dei tanti quartieri dormitori in cui queste giovani donne vivono, ed abbiamo parlato con Hashi, una ragazza che insieme a suo padre gestisce una pensione che dà alloggio a 35 operaie. Questo documentario è stato possibile grazie all’aiuto logistico dell’agenzia “I Go To Sri Lanka” di Dinusha Hemal Fernando.

Romina Vinci

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