(©Massimo Lauria)

Il mercante di Zaatari

Storie di Giordania 2 - Mowafak Zatoon, nel 2013, è scappato dalla Siria e da allora vive e ha un'attività nel campo profughi giordano

Mowafak Zatoon è fuggito cinque anni fa da Dar'a, nel sud della Siria. Quando è arrivato in Giordania, nel 2013, il campo profughi di Zaatari era stato aperto già da circa un anno. Da allora ha accolto circa mezzo milione di rifugiati siriani, in fuga dal conflitto scoppiato nel 2011. Oggi è il terzo campo profughi più grande al mondo, dopo quelli di Dadaab in Kenia e quelli saharawi, nel sud ovest algerino. Ci vivono oltre 80 mila persone, stando ai numeri del governo giordano. Ma in passato aveva oltrepassato le 100 mila presenze, diventando la quarta città più popolosa in Giordania, dopo Amman, Irbid e Zarqa. Un dedalo di strade e baracche che ricopre un pezzo di deserto piatto e ventoso. A ovest c’è la cittadina di Mafraq. A nord, il confine con la martoriata Siria.

Gli Champs Élysées tagliano in due l'accampamento per tre chilometri, come un enorme decumano. Su di essi si affacciano botteghe che offrono di tutto: cibo, telefoni cellulari, persino vestiti da sposa. Una vera e propria micro-economia locale. Mowafak armeggia nel suo chiosco di generi alimentari. Per sbarcare il lunario vende salsa di pomodoro e galloni d'acqua alla gente del campo. La guerra gli ha lasciato una placca di metallo nella gamba sinistra, che gli tiene assieme il femore. Ha due figli nati entrambi a Zaatari.

 

Mowafak attende da tempo un permesso, per poter lavorare al di fuori dell'accampamento. Come lui, sono migliaia i residenti di Zaatari che, ogni giorno, passano ore in fila davanti ai funzionari del governo giordano, per chiedere un nullaosta lavorativo di quindici giorni. Ma il documento può costare fino a 300 dinari (circa 350 euro o 420 franchi). E a ottenerlo sono in pochi. Alcuni se ne vanno illegalmente, rischiando di essere rimandati in Siria.

La Giordania ha accolto finora circa 700 mila rifugiati siriani. In tutto si calcola che siano 3 milioni i profughi che vivono nel Paese: palestinesi, libanesi, iracheni, siriani e yemeniti. Un esempio d'accoglienza, per uno Stato poco più grande dell'Austria e meno popoloso della Svizzera.

Gilberto Mastromatteo - Massimo Lauria

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