(©Matteo Tacconi)

Tenera è, Berlino, con gli artisti

La seconda vita dei musicisti siriani passa dalla capitale tedesca dove la multiculutralità e l'accoglienza sono di casa

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2011: scoppia la guerra in Siria e, da quell’anno sono 600'000 i siriani che sono emigrati in Germania. Di questi, almeno 30'000 si sono stabiliti a Berlino. La capitale tedesca, con il suo spirito internazionale, è senza dubbio un posto dove la strada dell’integrazione – se si è fortunati – può essere più corta e meno lastricata di difficoltà rispetto ad altri contesti della Germania.

Tra i siriani che si sono adeguati più rapidamente alla nuova vita a Berlino, ci sono i musicisti. Sono stati accolti bene dalla scena artistico-culturale della città, viva, curiosa e aperta alle novità. E hanno portato il loro ritmo, la loro energia. 

“La città ti accetta per ciò che sei. Non devi cambiare te stesso per uniformarti agli altri. Berlino è molto liberale”, spiega Wassim Muktad, uno degli animatori della scena musicale siriana. È un suonatore di oud, strumento a corde tipico del Medio Oriente.  “Berlino è un luogo sicuro per ogni artista in pericolo”, sottolinea invece il percussionista Ali Hasan. La sua storia è singolare. In Siria ha studiato da fisioterapista, ha esercitato questa professione, pur essendo anche musicista di strada. Giunto a Berlino, ha sentito che la musica era la sua vera via, e sta riuscendo a trasformarla in un lavoro a tempo pieno. La cantante Ibtissam Shakar, al contrario di Mutkad e Ali, non vive a Berlino ma in una cittadina non distante da Amburgo. Eppure medita di spostarsi nella capitale. “Solo quando vengo a Berlino, mi sento un po’ come a Damasco, perché Berlino è tenera con chi ci vive, proprio come lo era la capitale siriana prima della guerra”, sostiene.

Matteo Tacconi

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