Uscire dalla crisi con un albero

Prende il via, a Cerignale, un progetto che affianca finanza e natura: 200 persone diventano, in questi giorni, curatori di altrettanti alberi

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È tutto pronto nel comune di Cerignale, in provincia di Piacenza e al confine con la Liguria, per la cosiddetta “cerimonia degli alberi” di fine giugno: il giorno in cui duecento persone riceveranno l’incarico, dal sindaco Massimo Castelli, di prendersi cura di altrettanti alberi del bosco del Paese che conta più di mille piante. “Prendersi cura di questi alberi significa adottarli, preservarli e anche diventare amici di un paese che ha bisogno di essere ripopolato, visitato, aiutato”, dice il sindaco che ha sessanta anni e ne dimostra almeno venti in meno. Cerignale conta cento abitanti ma è grazie all’iniziativa di Alessandra Rapaccioli, consulente finanziario di Piacenza, che è salita agli onori delle cronache e si è guadagnata la palma di villaggio montano più visitato del Nord Italia e campione della green economy e della finanza sostenibile. Ossia da quando Alessandra, lo scorso Natale, ha “regalato” ai suoi duecento clienti, duecento alberi del bosco in “adozione”. “Volevo fare qualcosa di bello in un anno di morte e di buio”, dice la Rapaccioli, figlia d’arte, che dedicherà il “suo” albero al padre, deceduto qualche tempo fa. “E volevo anche fare capire che la finanza non è necessariamente l’equivalente di sfruttamento delle risorse – sottolinea -. Investire nella natura, nella sua preservazione e adozione, è la migliore scommessa sul nostro futuro. E la pandemia ce lo ha insegnato”.

Laura Silvia Battaglia

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