Valposchiavo: "Coira ci ascolti"

La valle a sud del Bernina punta su turismo, sanità, cultura, difesa della lingua e chiede soluzioni sul fronte traffico

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Non si sono fatti trovare impreparati gli abitanti della Valposchiavo alle nostre domande per cogliere istanze ed esigenze in vista del voto di giugno.

Se da un lato in molti hanno riconosciuto gli investimenti anche cospicui che Coira ha realizzato a sud del Bernina - come la strada cantonale che corre in fregio al lago, a Le Prese - dall’altro ci sono questioni annose che premono. Ad esempio il traffico da e per la zona franca di Livigno che in estate trasforma la vallata in un corridoio ammorbato dai gas di scarico di auto e camion. “Non è certo un bel biglietto da  visita per il turismo”, sottolinea Nicolò Paganini, di Brusio.

“Con il progetto 100% Valposchiavo abbiamo fatto molto per esaltare territorio e prodotti agroalimentari ma chiediamo - dice la ristoratrice poschiavina Ornella Isepponi - che Coira si faccia sentire in modo concreto”.

E tra le richieste avanzate vi è una migliore transitabilità del passo Bernina in inverno, un collegamento più veloce con Coira per chi studia e lavora e - soprattutto - una maggiore volontà della Ferrovia Retica di promuovere la Valposchiavo.

Antonia Marsetti

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