Vita da tassisti di confine

Reportage da un settore, quello del trasporto privato su taxi in Ticino, che si muove in un ambiente dove le regole si aggirano facilmente

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Ticino, terra di confine. Qui la convivenza tra lavoratori residenti e esteri è complessa. Sono tanti i settori nei quali questa lotta più o meno aperta si consuma: edilizia, call center e, da giovedì, i parrucchieri sui quali hanno puntato il faro l'associazione padronale e i sindacati UNIA e SYNA. Con "Taxi Driver" RSIinfo ha indagato un altro mondo esposto ad una concorrenza non sempre pulita. Il servizio taxi, un settore che cela trasporti illeciti interni alla Svizzera, dumping sui prezzi, difficoltà nei controlli. Se ne parla da anni, ma nulla è cambiato.

Quando la concorrenza è sleale

C’è chi, oltre confine, gioca sporco. Alcuni servizi di noleggio con conducente, categoria professionale italiana con sigla NCC, non possono effettuare corse interne alla Svizzera: sarebbe cabotaggio. Ma... nella pratica succede. Bastano poche telefonate appena fuori dal confine per un'offerta illecita. Come?

Alle Cronache della Svizzera Italiana: tre semplici modi per aggirare le regole. Si possono riassumere così: ci penso io a far figurare di partire dall’Italia; targo qualche auto in Svizzera e poi faccio girare anche quelle italiane; mi registro come autista di una società, così non devo montare il cronotachigrafo, ma in nero faccio il tassista.

Nell’approfondimento del Quotidiano: un viaggio a Lugano dove fra tassisti si consuma una guerra silenziosa all’insaputa di tutti; e dove il malcontento cresce, sia a causa della concorrenza italiana che delle rivalità interne. In un settore poco o nulla regolamentato a livello cantonale.

Il far west dei taxi ticinesi

Il far west dei taxi ticinesi

Il Quotidiano di lunedì 11.03.2019

 
Francesca Calcagno/Davide de Nigris/Fabio Salmina
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