Velocità limitata (tipress)

Zone 30, una lentezza di qualità

Auto più lente e maggiore qualità di vita. Ma ancora parecchie disparità regionali nell’introdurre questo tipo di spazio urbano

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È un concetto in vigore da tempo ma che nella Svizzera tedesca ha fatto più strada che in altre regioni del Paese. Le zone a velocità limitata – a 30 o anche a 20 chilometri all’ora – si sono ormai estese a interni quartieri cittadini, a volte, come a Zurigo, obbligando persino i trasporti pubblici ad adattarsi a questi limiti. Quartieri e strade a velocità ridotta diffuse anche al sud delle Alpi. A Bellinzona per esempio tutti i quartieri della nuova città aggregata dispongono di zone a 30 all’ora, pensate per diminuire il traffico parassitario, limitare l’inquinamento fonico e accrescere la sicurezza dei cittadini.

 

Anche a Lugano si stanno estendendo sempre più le zone a 30 all’ora, nonostante qualche ricorso presentato da alcuni cittadini. Va comunque detto che generalmente questi provvedimenti vengono ben accolti da parte della popolazione. In entrambe le due principali città ticinesi si mira pure ad accrescere la qualità urbanistica del quartiere. Alla riduzione della velocità per le automobili vengono affiancate anche misure di arredo urbano.

 

Due città dunque con un’ampia estensione delle zone 30. Per quelle a 20 all’ora, in cui pedoni e ciclisti hanno priorità sulle auto, l’esempio di Berna, città modello in questo ambito su scala nazionale, rimane ancora difficile da emulare. La capitale federale conta più di 120 zone 20, un primato nazionale. Da un recente sondaggio è emerso che ben l’80% della popolazione bernese auspica di accrescere ancor più questi spazi, queste zone incontro considerate una base importante per garantire e curare sempre più la qualità della vita in città.

Roberto Porta
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