La decisione più attesa del Governo (keystone)

Accordo quadro in visione

Il progetto è stato presentato dal Consiglio federale, che però prima di firmarlo lo pone in consultazione

L’accordo istituzionale con l’Unione Europea i cui termini sono stati resi noti venerdì dal Consiglio federale prevede che la Svizzera riprenda in modo dinamico la legislazione comunitaria (con diritto referendario garantito) e che eventuali differenti interpretazioni vengano trattate da uno speciale tribunale arbitrario.

 

È inoltre contemplata la modifica della regola degli otto giorni (passerebbero a quattro), che obbliga le imprese dei paesi membri a notificare alle autorità elvetiche con tale preavviso l’invio di manodopera. Sempre in tema, è stipulato che solo alle ditte che si sono già distinte per non aver onorato i loro obblighi finanziari possa essere richiesto il deposito di una cauzione. Berna potrà invece continuare a domandare l’obbligo di annunciarsi per gli indipendenti.

 

Bruxelles, sempre stando al progetto ora in circolazione, riconoscerà invece le particolarità elvetiche per quel che concerne la protezione dei salari e il limite massimo di 90 giornate lavorative per padroncini e distaccati. Non ci sono invece articoli riguardanti l’estensione dei diritti all’aiuto sociale e a quello di soggiorno permanente dopo cinque anni e nemmeno alla protezione contro l’espulsione.

 

Se l’accordo quadro dovesse entrare in vigore, sarebbero quindi fra i primi temi sottoposti ad arbitrato perché le opinioni divergono sul fatto che si tratti di un'estensione della libera circolazione.

È intenzione dell’Esecutivo fare esaminare questi e tutti gli altri aspetti alle cerchie interessate prima di decidere l'eventuale firma. Fra le eccezioni che Berna ha saputo difendere, vi sono il limite di 40 tonnellate, il divieto di circolazione domenicale e notturna per i camion e la limitazione a una corsia per senso di marcia nella galleria del San Gottardo anche dopo il raddoppio.

 
 
ATS/DG/pon
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