Aiuti ai giornali in sospeso

Gli Stati preferiscono attendere la legge sui media elettronici, chiamata a fare chiarezza nel settore

Il Consiglio degli Stati, discutendo giovedì un postulato e una mozione sul tema, poi ritirati, ha deciso d'attendere la nuova legge sui mezzi d'infromazione elettronici prima di pronunciarsi su un ramo in piena trasformazione e, in particolare, sul futuro dell'agenzia keystone-ATS, sottoposta a una severa cura dimagrante.

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Il "senatore" ticinese: "I cavalli dell'esercito sì e la stampa scritta no?" (keystone)

Sul tavolo c'era, tra l'altro, la proposta di fissare un tetto massimo di 1,2 miliardi di franchi per la SSR, destinando parte del canone al sostegno indiretto dei giornali, la cui crisi è acuta,come dimostrano recenti chiusure.

Nel suo intervento, Filippo Lombardi ha auspicato maggiore coraggio da parte del mondo politico in quest'ambito. Il popolar-democratico, direttamente coinvolto nel settore, ha detto di sperare che gli editori, in vista della normativa in arrivo, spettano di farsi la guerra. Vent'anni fa -ha ricordato- costoro, così come la stessa SSR, non volevano finanziare radio e televisioni private, pratica che ora è realtà. E se lo Stato interviene per il mantenimento dei cavalli dell'esercito, non si capisce perché non si potrebbe dare la stessa importanza al paesaggio mediatico.

ATS/dg

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