Dialogo tra polizia e migranti

Una giornata con i futuri agenti dell'accademia di Savatan e l'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati

Una lite in un appartamento di una coppia di migranti. Qualcuno chiama la polizia e due agenti intervengono. Il marito apre la porta, dice alla moglie di sedersi e non parlare e chiede ai poliziotti di non camminare sul tappeto. Come affrontare la situazione?

Dalla classe al lavoro sul campo

Potrebbe trattarsi di un intervento reale, ma è uno dei casi con cui sono chiamati a confrontarsi gli aspiranti agenti dell'Accademia di polizia di Savatan nel corso della giornata organizzata dall’Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) per prepararli a situazioni che potrebbero trovarsi ad affrontare una volta sul campo.

Una giornata il cui scopo non è di dare istruzioni su come comportarsi, ma di sottolineare il ruolo importante che giocano la dimensione culturale e il livello di integrazione nelle interazioni con persone di origine straniera, rifugiati o meno. Le differenze culturali possono essere in contrasto con la missione degli agenti, ma la ricerca di un compromesso può aiutare a smorzare il conflitto.

Il viaggio di un rifugiato

Nella classe vicina i loro colleghi indossano invece temporaneamente i panni di parlamentari con il compito di stabilire i nuovi criteri di legge per concedere lo statuto di rifugiato a una persona, confrontandosi sui punti di disaccordo. In seguito si trasformano in funzionari della Segreteria di Stato della migrazione nel corso del colloquio durante il quale un richiedente l’asilo presenta il suo caso. Per questa parte Djobo Sema, togolese collaboratore dell’OSAR e rifugiato in Svizzera da una decina di anni, presenta la storia della fuga dal suo paese e, dopo una serie di domande e richiesta di prove, gli aspiranti devono decidere se accordargli o meno lo statuto di rifugiato.

Una giornata di teoria, una vita di pratica

Al termine della giornata gli aspiranti poliziotti hanno potuto confrontarsi con le problematiche legate ai migranti e quale ruolo potranno giocare nel loro lavoro di tutti i giorni nell’aiutare la loro integrazione, quando è presente la volontà, tenendo conto delle diverse sensibilità che derivano dal contesto culturale.

Simone Fassora

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