I risultati di uno studio effettuato in Germania (gettyimages)

E-auto, impieghi a rischio

L'industria dei veicoli elettrici potrebbe portare alla soppressione di migliaia di posti di lavoro nel settore automobilistico

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L'attuale trend verso la vettura elettrica cancellerà migliaia di posti di lavoro in Svizzera: lo sostiene venerdì il Tages-Anzeiger che, basandosi su uno studio relativo al Baden-Württemberg, ha stimato la soppressione in Svizzera di 2'500-5'000 posti di lavoro.

Il quotidiano annuncia "conseguenze gravi" per l'industria svizzera che rifornisce i costruttori di auto, un segmento in cui sono attive 570 aziende con 34'000 posti di lavoro. L'inasprimento delle norme sulle emissioni in vari paesi, i dazi minacciati dal presidente americano Donald Trump e il marketing che è riuscito a vendere come "sexy" l'auto elettrica per le fasce abbienti sta mettendo in difficoltà il settore. Lo ha spiegato alla testata zurighese Ferdinand Dudenhöffer, professore all'Università di Duisburg-Essen in Germania.

Le autorità tedesche del Baden-Württemberg - Land a nord del confine elvetico, per molti versi simile alla realtà svizzera - ha fatto realizzare una ricerca sul tema. Si trattava di stabilire l'impatto dell'evoluzione in corso sulle 70'000 persone impiegate nel settore: è emerso che entro il 2030 spariranno dal 27% al 57% dei posti, a dipendenza della velocità in cui avverrà la trasformazione. Si creeranno certo anche 5'000-8'000 posti di lavoro, ma il passaggio dal motore a combustione a quello elettrico sarà però, nell'ottica dell'impiego, chiaramente negativo.

Dudenhöffer ritiene che nell'intera Germania l'arrivo dell'e-auto farà sparire il 30% dell'attuale milione di posti di lavoro. I nuovi impieghi saranno circa il 10%. "Calcolare complessivamente con un taglio del 20% è realistico". Per le aziende svizzere del ramo il mercato tedesco è di gran lunga il più importante: applicando i calcoli dell'esperto i posti a rischio sarebbero quindi 6'800.

ATS/Bleff
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