Un'immagine emblematica: un veicolo delle forze speciali turche di fronte al Palazzo di giustizia di Ankara
Un'immagine emblematica: un veicolo delle forze speciali turche di fronte al Palazzo di giustizia di Ankara (reuters)

"Ferito lo Stato di diritto"

I magistrati nel mirino del Governo, in Turchia, dopo il tentato golpe. La protesta dei colleghi svizzeri

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Non solo epurazioni nelle forze armate, ma anche migliaia di magistrati sospesi o addirittura messi agli arresti. Un dato inquietante, che la dice lunga sull'effettiva separazione dei poteri in Turchia e che si inquadra nei più recenti sviluppi della situazione, dopo il tentativo di colpo di Stato fallito la scorsa fine settimana.

Nostra intervista a Roy Garré, presidente dell'Associazione svizzera dei magistrati
Nostra intervista a Roy Garré, presidente dell'Associazione svizzera dei magistrati (tipress)

Corale, nel mondo, la protesta delle organizzazioni dei magistrati. Tanto più che già prima del tentato golpe si denunciava un clima di crescente pressione sull'apparato giudiziario turco. A confermarcelo è Roy Garré, giudice al Tribunale penale federale (TPF). L'Associazione svizzera dei magistrati (ASM), da lui presieduta, ha espresso un fermo monito dopo i provvedimenti disposti dalla presidenza Erdogan. "Ma la nostra presa di posizione" , precisa, "non nasce unicamente dai fatti concreti dello scorso weekend, ma nasce da osservazioni dirette che sono state fatte negli ultimi anni", circa il deterioramento dell'indipendenza della giustizia in Turchia.

L'escalation repressiva degli ultimi giorni, quindi, "non può non essere ricondotta anche a questo clima che da tempo noi denunciamo", sottolinea Garré. Intanto - osserviamo - la repentina ondata di provvedimenti contro tutti questi magistrati non può che suffragare l'idea di un'azione pianificata in realtà da tempo... Il presidente dell'ASM cita in proposito la singolarità di liste emesse nel giro di 12 ore dal tentato golpe, con più di 2'700 magistrati da sospendere al di fuori, ovviamente, di qualsiasi normale procedura. "Mi sembra che già questo deponga chiaramente per una violazione dello Stato di diritto in Turchia", osserva, ricorrendo inoltre ad un'analogia piuttosto eloquente.

 

La Turchia - non va dimenticato - aderisce pur sempre alla Convenzione europea dei diritti umani (CEDU). In che misura, allora, i provvedimenti disposti contro potrebbe esporre Ankara a possibili sanzioni da parte del Consiglio d'Europa?

A Simonetta Sommaruga e a Didier Burkhalter è stato rivolto l'appello dei magistrati svizzeri sulla situazione in Turchia
A Simonetta Sommaruga e a Didier Burkhalter è stato rivolto l'appello dei magistrati svizzeri sulla situazione in Turchia (keystone)

"Per misure di questo tipo" precisa il giudice federale "sono competenti gli organi del Consiglio, i vari Stati. Sono del resto attive le diplomazie, in questi giorni, e io spero vivamente che il loro lavoro porti di nuovo lo stato di diritto in Turchia". Tuttavia "è chiaro che questa situazione è in conflitto con la CEDU e con tutta una serie di garanzie da essa offerte", osserva Garré, precisando i termini dell'appello rivolto dalla sua organizzazione, sia al Governo che ai rappresentanti svizzeri nel Consiglio d'Europa.

Quale contributo potrebbe intanto dare la Svizzera, per la cessazione di questa offensiva contro la magistratura? Il nostro paese, va ricordato, ha importanti legami con Ankara non solo sul piano economico, ma anche in relazione al diritto. Proprio al codice civile svizzero, infatti, si ispirò la Turchia moderna - fondata da Kemal Atatürk - per l'elaborazione del proprio, nel 1926.

Mustafà Kemal Atatürk (1881-1938). Allo storico fondatore della Turchia moderna si deve anche l'introduzione di un codice civile elaborato sul modello di quello svizzero
Mustafà Kemal Atatürk (1881-1938). Allo storico fondatore della Turchia moderna si deve anche l'introduzione di un codice civile elaborato sul modello di quello svizzero (wikipedia)

È un dato storico che Roy Garré sottolinea e che si inquadra anche in un clima di apprezzamento, nel mondo, per la tradizione e la statura in ambito giuridico della Svizzera. "È chiaro che saranno in definitiva le grandi potenze a poter fare vere e proprie pressioni su Erdogan...Non bisogna però sottovalutare il modello etico e morale rappresentato dalla Svizzera a livello internazionale", sostiene il giudice federale.

 

La riconosciuta autorevolezza della Svizzera, in campo giuridico ed etico, potrebbe insomma contribuire ai richiami e alle pressioni per il ripristino dello Stato di diritto in Turchia. "Per ritornare al codice civile svizzero, indubbiamente questa vicinanza delle culture giuridiche - perlomeno nel corso del Novecento -  potrebbe, speriamo, giocare ancora un ruolo", auspica il presidente dell'Associazione svizzera dei magistrati.

Alex Ricordi

 

 

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