La moschea di Ginevra allo specchio
La moschea di Ginevra allo specchio (Keystone)

Ginevra, estremista in moschea

Il responsabile della sicurezza è schedato in Francia. Le autorità: scambio di informazioni problematico

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La moschea di Ginevra è di nuovo al centro dell'attenzione per la presenza di un sospettato di radicalismo tra i suoi responsabili. Dopo due imam lo scorso anno, ora tocca al responsabile della sicurezza assunto dalla Fondazione culturale islamica per garantire la sorveglianza di ingressi e uscite e, se necessario, perquisire le borse. La sua missione è anche di prevenire altre derive jihadiste dopo che due giovani sono partiti per la Siria. Stando a rivelazioni de Le Temps, l'uomo, residente oltre frontiera e al beneficio di un permesso di lavoro quale frontaliere, risulta schedato in Francia poiché sospettato di essere un islamista radicale.

A suscitare domande è soprattutto il fatto che le autorità ginevrine sarebbero state all'oscuro della valutazione da parte dei servizi francesi. Una circostanza confermata da Pierre Maudet, responsabile cantonale dell'ordine pubblico, precisando che dopo gli attentati di Parigi, lo scambio di informazioni con lo Stato vicino è problematico. E ancora adesso Ginevra deve procedere un po' alla cieca. Il  margine di manovra, dato che la nuova legge sui servizi segreti non è ancora in vigore, è ridotto. Sarà anche difficile poter ritirare il permesso rilasciato.

Sorpreso il diretto interessato

Da parte sua la Tribune de Genève ha potuto contattare il diretto interessato. Al giornale il responsabile della sicurezza della moschea si è detto sbalordito e di non sapere di essere schedato, assicurando che non è un islamista e che non ha mai avuto problemi con la polizia. Anzi. Rileva di avere rapporti con gli agenti della polizia cittadina, cui segnala eventuali problemi.

Diem/RG

 
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