In piazza a Ginevra (keystone)

Ginevra, in piazza contro le restrizioni

Un migliaio di persone hanno manifestato contro le norme anti-coronavirus varate dalle autorità cantonali e federali, come l'obbligo di indossare la mascherina

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Circa 1'000 persone si sono radunate sabato pomeriggio a Ginevra per protestare, scendendo per la prima volta in piazza in Romandia, contro norme e misure prese dalle autorità cantonali e federali per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus. Manifestazioni del genere si sono già svolte in Svizzera tedesca.

I presenti hanno chiesto la revoca delle restrizioni, puntando soprattutto il dito contro l’obbligo di indossare la mascherina in vari contesti.

Gli oratori si sono succeduti sul palco, allestito ai piedi della sedia gigante, in Piazza delle Nazioni, di fronte alla sede delle Nazioni Unite, denunciando quelle che secondo loro sono menzogne propagate dai media e le disposizioni coercitive decise dai responsabili politici.

Molte le bandiere che sventolavano: quella svizzera, ma anche quella dei cantoni romandi, il tricolore francese, la bandiera statunitense e quella svedese (paese che ha scelto un approccio morbido per contenere l’epidemia.

Tra i manifestanti, pochi indossavano una mascherina, nonostante il Movimento svizzero per la libertà dei cittadini aveva dichiarato di aver ricevuto disposizioni chiare da parte della polizia in merito all’obbligo di indossare il dispositivo di protezione. Pure le distanze sociali non sono praticamente mai state rispettate.

Sabato a Ginevra
Sabato a Ginevra (keystone)

Gli oratori, prevalentemente gente comune, hanno contestato il fatto di essere etichettati come di estrema destra o complottisti. Vanessa, una mamma salita sul palco, si è presentata come cittadina libera, che vuole una “qualità di vita fatta di legami sociali”.  Anche David, che l’ha preceduta, ha chiesto un dibattito aperto in cui venga contemplata anche la libertà di portare la maschera per scelta personale.

Sul palco è poi salito un nome noto ai presenti: Idriss Aberkane, controverso conferenziere francese che ha fatto ripetere alla folla uno slogan di autodeterminazione: “Le pouvoir c’est nous” (il potere siamo noi).

Chi sono i covid scettici?

In un’intervista apparsa negli scorsi giorni sul nostro sito, il politologo e professore all’Università di Losanna Oscar Mazzoleni ha tracciato un profilo politico di chi, in Svizzera, manifesta contro le norme anti-covid: “Si tratta di un movimento molto eterogeneo e poco strutturato; le differenze regionali sono importanti, dato che è più presente in Svizzera tedesca, sta emergendo in Romandia, ma non è presente sulle piazze in Svizzera italiana. Se le misure anti-coronavirus perdureranno potrebbe creare maggiore consenso”.

Il fronte contro le misure anti-covid

Il fronte contro le misure anti-covid

TG 11:24 di domenica 13.09.2020

 
ATS/RG-Lucia Mottini/ludoC
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