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I fiumi caldi preoccupano

L’ennesima estate torrida allarma la Federazione svizzera di pesca. La Tresa l’affluente più caldo

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L’aumento della temperatura dei corsi d’acqua rende l'habitat di molti pesci stressante, dannoso, addirittura invivibile. Il problema si presenta ormai regolarmente in estate. "Se questo caldo persiste, la situazione ad agosto sarà tragica", dichiara alla RSI Gianni Gnesa, del comitato centrale della Federazione svizzera di pesca. "Dovremo di nuovo intervenire su diversi tratti per prelevare i pesci e portarli in fiumi con una portata d’acqua maggiore."

Non esistono soluzioni facili. La Federazione dei pescatori dopo le morìe di pesci del 2003 e dell'anno scorso ha elaborato una serie di misure, tra cui aeratori, piccoli mulini che aumentano la quota di ossigeno nell'acqua, oppure delle tele per creare ombra artificiale. Gianni Gnesa sensibilizza poi i bagnanti: "Non costruite dighe artificiali che fanno accumulare l’acqua. Anche l’utilizzo sfrenato dei nostri fiumi non aiuta".

Il record di questa stagione, quasi 29 gradi, lo detiene la Tresa. Le alte temperature di questa estate si fanno però sentire sui fiumi di tutta la Svizzera, in particolare dell'Altipiano. "Purtroppo il problema è sempre più ricorrente", aggiunge Gianni Gnesa. "La conseguenza diretta è che i pesci sono sempre più stressati, perché sono costretti a cercare habitat più ideali sempre più a monte. A certe temperature possono anche morire".

Alan Crameri
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