I consiglieri federali Berset e Parmelin
I consiglieri federali Berset e Parmelin (keystone)

Il Governo conferma la sua linea

Negozi, musei, zoo e impianti sportivi aperti dal 1° marzo. Bar e ristoranti devono aspettare almeno fino al 22 marzo

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La Confederazione ha deciso di seguire, grosso modo, la rotta decisa il 17 febbraio. Il 1° marzo 2021 potranno infatti riaprire i negozi (con numero limitato di persone al loro interno), i musei e le sale di lettura delle biblioteche e gli impianti sportivi e per il tempo libero all’aperto, quali le aree esterne dei giardini zoologici e botanici. Ovunque sarà obbligatorio indossare la mascherina e rispettare le regole di distanziamento e saranno applicate limitazioni della capienza. I ragazzi e i giovani adulti fino a 20 anni (e non più fino a 16, come previsto inizialmente) potranno riprendere la maggior parte delle attività sportive e culturali. Restano invece vietate le competizioni sportive popolari per adulti e le manifestazioni. Saranno inoltre di nuovo permessi gli incontri tra famigliari e amici e le attività sportive e culturali con non oltre 15 persone. Ancora chiusi invece bar e ristoranti, che dovranno attendere ancora.

Lo ha deciso il Consiglio federale nella sua seduta del 24 febbraio dopo avere consultato i Cantoni. La Confederazione ha fatto sapere che "intende ridare un po' di ossigeno alla vita sociale ed economica, anche se la situazione epidemiologica resta fragile a causa delle nuove, e più contagiose, varianti del virus in circolazione".

Riaprono i negozi, i ristoranti no

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La prossima fase di riapertura è prevista il 22 marzo, prima rispetto a quello che era stato detto una settimana fa e come hanno richiesto a più riprese molti Cantoni. I ristoranti e i bar dovranno quindi aspettare almeno fino a questa data per sapere se potranno aprire nuovamente le terrazze. Gli allentamenti ipotizzabili a partire da questa data riguardano, tra le altre cose, le manifestazioni culturali e sportive in presenza di pubblico in spazi circoscritti, l’obbligo del telelavoro, la pratica dello sport in locali al chiuso e, come detto, la riapertura delle terrazze dei ristoranti.

Per valutarne la fattibilità, il Consiglio federale si baserà su una serie di indicatori: il tasso di positività, che deve restare al di sotto del 5%, l’occupazione dei letti nei reparti di terapia intensiva, che non deve superare le 250 unità, il numero di riproduzione medio negli ultimi sette giorni, che deve restare inferiore a 1 e, da ultimo, l’incidenza della malattia calcolata su 14 giorni che, il 17 marzo, non dovrà superare il valore del 1° marzo. Se nelle settimane a venire la situazione epidemiologica dovesse evolvere favorevolmente, il 22 marzo il Governo potrebbe prendere in considerazione anche la riapertura dei locali al chiuso dei ristoranti, la ripresa di altre attività al chiuso e il ritorno all’insegnamento presenziale nelle scuole universitarie.

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FD
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