Il CEO Paul Bulcke mentre esce dal Tribunale distrettuale di Losanna
Il CEO Paul Bulcke mentre esce dal Tribunale distrettuale di Losanna (keystone)

Nestlé smentisce le accuse

L'ex co-responsabile per la sicurezza alimentare ha chiamato in causa per mobbing la multinazionale

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I dirigenti di Nestlé hanno smentito categoricamente, mercoledì al Tribunale distrettuale di Losanna, le accuse di mobbing lanciate da Yasmine Motarjemi, ex dirigente dell'azienda, co-responsabile per la sicurezza alimentare. Nessuna molestia morale e psicologica, bensì un conflitto tra la denunciante e il suo superiore al momento dei fatti, ha spiegato il CEO di Nestlé Paul Bulcke durante l'udienza.

La multinazionale di Vevey ha infatti incaricato una ditta specializzata, la quale ha concluso che non vi è stato alcuna disfunzione. "Abbiamo cercato delle alternative, che non hanno funzionato, così, a un certo punto, ci si deve separare", ha continuato.

Ingaggiata nel 2000,  Yasmine Motarjemi venne licenziata nel 2010 e non ha più trovato lavoro. L'ex co-responsabile per la sicurezza alimentare chiede il pagamento di 2,1 milioni di franchi per i costi e la perdita di guadagno.

Il processo dovrebbe proseguire il prossimo mese di febbraio.

ATS/ads

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