Nel 1946 vi erano stati danni anche nel centro di Sion (Archivio Keystone)

Più terremoti, assicuratori felici

L’aumento delle scosse sismiche in Svizzera induce i proprietari di stabili a stipulare polizze non obbligatorie contro i danni

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Lo scorso anno in Svizzera è stato registrato il numero più alto di terremoti dal 1970. In dodici mesi se ne sono avute 1'670 di cui 48 con magnitudo superiore a 2.5. Una situazione che causa timori per molti e della quale ad approfittare, in questo momento, sono soprattutto le compagnie assicurative che incassano maggiormente ma (almeno recentemente) non hanno dovuto risarcire danni.

Parallelamente all’aumento delle scosse sismiche avvertite dalla popolazione è infatti cresciuto anche l'interesse per le coperture contro i rischi sismici. Una copertura che in Svizzera non è obbligatoria, ma che in molti hanno cominciato a richiedere.

"Per il settore assicurativo gli affari vanno decisamente a gonfie vele", conferma Ralph Echensperger della Zurigo Assicurazioni rilevando che "in questo ambito nel 2019 il volume dei premi ha subito un'impennata del 30% rispetto all'anno precedente".

"Il boom si spiega anche col fatto che in Svizzera sempre più persone vivono in abitazioni di loro proprietà" specifica Roger Weideli del gruppo AXA che nota un forte interesse soprattutto "nelle regioni più a rischio, come il Vallese, Basilea e la Valle del Reno".

Le scosse registrate negli ultimi anni nel territorio della Confederazione dal Servizio sismico (SEISMO) con sede al Politecnico di Zurigo sono state tutte di lieve entità. Lo scorso anno quella più forte aveva magnitudo 4.2. E così anche nel 2019 le compagnie non hanno dovuto risarcire alcun danno.

I premi incassati nel settore sono quindi un grande affare. "Pare così, ma non dimentichiamo che dobbiamo costituire degli accantonamenti non da poco per la copertura di eventuali danni, che nel caso di un forte terremoto, sarebbero ingenti", avverte Roger Weideli il cui pensiero va ai grandi terremoti che nel passato hanno portato morte e distruzione in Svizzera. Senza scomodare quello violentissimo che distrusse gran parte della città di Basilea nel 1356, basti ricordare quello del 1946 quando una scossa di magnitudo 5.8 provocò 4 morti danneggiando 3’500 stabili a Sierre e dintorni. "Oggigiorno le conseguenze di un terremoto della stessa intensità sarebbero molto più gravi, a causa della maggiore concentrazione di edifici" avverte il SEISMO prevedendo che "dal momento che probabilmente in queste condizioni anche numerosi edifici di nuova costruzione non riuscirebbero a resistere al terremoto, ci sarebbero molte più vittime rispetto al 1946".

La chiesa di Chippis dopo il terremoto del 1946
La chiesa di Chippis dopo il terremoto del 1946 (Archivio Keystone)

"La mancanza di una copertura generale contro i terremoti attualmente è la più grande lacuna assicurativa in Svizzera", secondo l’associazione delle 17 assicurazioni cantonali (un istituto sconosciuto in Ticino, ma ben radicato nel resto del paese, Grigioni compresi con la GVG) ricordando che il Pool svizzero per la copertura dei danni sismici dispone di un fondo in grado di risarcire i proprietari versando fino a 2 miliardi di franchi per terremoto. Una cifra ingente, ma avvertono, non sufficiente a coprire le spese provocate da un terremoto grave.

Nel 2020 il SEISMO ha già registrato 141 scosse, di cui almeno 4 percepite dalla popolazione.

Diem/RG
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