Prezzi che in Ticino possono variare anche di una quindicina di centesimi nel giro di pochi chilometri
Prezzi che in Ticino possono variare anche di una quindicina di centesimi nel giro di pochi chilometri (tipress)

"Prima la trasparenza, poi le accise"

Dai benzinai differenze anche di oltre 20 centesimi al litro fra regioni limitrofe. Per quali motivi? Anche Mister Prezzi vuole vederci chiaro

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Il fenomeno non è solo ticinese, dove per esempio fra singoli distributori del Mendrisiotto e del Luganese i prezzi al litro della benzina possono variare anche di 15-16 centesimi. Succede anche fra Berna e Bienne e fra Zurigo e Argovia, dove le differenze hanno toccato anche i 23 centesimi. Ma per quale motivo? Quali fattori giustificano un tale divario a distanza di pochi chilometri?

Anche Mister Prezzi vuole vederci chiaro e ha cominciato a indagare. "Per me è abbastanza chiaro che la concorrenza non funziona al 100%", ha spiegato Stefan Meierhans ai microfoni della RSI. Prezzi diversi non riflettono necessariamente un mercato vivace: "La prova di una concorrenza molto forte", ha affermato Meierhans, "è quando tutti i prezzi sono quasi uguali, i costi sono ridotti, la produttività e l'economicità sono al 100%".

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L'attenzione del suo ufficio si concentra sulla comprensione di "cosa succede prima che la benzina arrivi nelle stazioni di servizio, su quali sono i margini di guadagno e gli ostacoli". La prima constatazione è che "i distributori allineano i prezzi a livello regionale" e che "manca la trasparenza da Rorschach a Chiasso, da Ginevra a Basilea".

Marco Romano si ispira al modello austriaco

Meierhans suggerisce quindi maggiore trasparenza, come in Austria, dove da 11 anni è attiva una piattaforma pubblica online che permette al consumatore di trovare il distributore più economico nella propria regione. Marco Romano (Alleanza del Centro) chiede in una mozione che sia introdotta anche in Svizzera una soluzione analoga, ricordando che quella austriaca aveva prodotto già nel primo anno un calo dei prezzi del 20%. A differenza di piattaforme private, già esistenti, quella pubblica avrebbe il vantaggio di non chiedere commissioni ai benzinai e anche i clienti non sarebbero chiamati alla cassa.

Quanto alla riduzione delle accise, invocata dall'UDC e dai distributori soprattutto in Ticino confrontati con la concorrenza italiana (dove i prezzi sono stati notevolmente ridotti dall'eliminazione di specifiche tasse ed accise), tanto Romano quanto Meierhans ritengono che non sia il primo passo: "Se ne può discutere, ma a quel punto mi aspetterei maggiore trasparenza da parte di chi la benzina la vende", riassume il consigliere nazionale.

 
SEIDISERA/Red.MM
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