Svizzera

Terrore: non siamo un'isola

La minaccia terroristica resta elevata in Svizzera, secondo il Servizio delle attività informative

  • 2 maggio 2016, 13:44
  • 7 giugno 2023, 19:41
Non è il caso d'abbassare la guardia

Non è il caso d'abbassare la guardia

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Il 2015 è stato un anno impegnativo per i servizi segreti della Confederazione, confrontati con problemi complessi e la proliferazione delle crisi che si traducono in impennata delle migrazioni e accresciuta minaccia terroristica.

Secondo il rapporto annuale, pubblicato lunedì, la Svizzera, quale Stato integrato nel mondo occidentale, è giudicata dai fondamentalisti ostile all'Islam e quindi continua ad essere un potenziale obbiettivo di attentati. Per il Servizio delle attività informative, l'incremento dipende soprattutto dall'invio in Europa da parte delle organizzazioni estremiste, Stato islamico in testa, di persone incaricate di pianificare e compiere attacchi. Quanto è successo prima a Parigi e poi a Bruxelles ha confermato le segnalazioni d'inizio novembre circa l'aumento del livello di pericolo.

I potenziali "jihadisti" sono 400

Quattrocento persone con legami via internet col fondamentalismo islamico sono state identificate, mentre di 73 individui si sa che si sono recati nelle zone di conflitto e che 12 di loro sono ritornati in Svizzera. Il direttore Markus Seiler ha specificato che procedure penali sono state aperte nei loro confronti. L'alto funzionario ha d'altra parte tenuto a sottolineare che, comunque, la Svizzera non è, almeno per ora, uno dei principali bersagli.

ATS/dg

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