Quasi tre quarti delle contrattazioni alla Borsa svizzera provengono dall'UE (reuters)

Una Borsa "molto ridimensionata"

Le conseguenze per quella svizzera, se l'UE arrivasse a negarle l'equivalenza. Il presidente di SIX ai microfoni della RSI

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Una negazione dell'equivalenza da parte dell'UE "avrebbe pesanti conseguenze" per la Borsa svizzera. A sottolinearlo, in un'intervista al magazine di approfondimento Modem della RSI, è il presidente di SIX Group Romeo Lacher.

"Bisogna considerare che la quota di azioni svizzere acquistate o vendute da operatori di oltre frontiera è molto elevata alla Borsa di Zurigo", ha indicato Lacher, precisando che quasi tre quarti delle contrattazioni provengono dall'UE; solo il rimanente quarto dalla Svizzera.

Le considerazioni di Romeo Lacher, presidente di SIX, ai microfoni di Modem
Le considerazioni di Romeo Lacher, presidente di SIX, ai microfoni di Modem (keystone)

Quali, allora, le conseguenze nell'ipotesi di una mancata equivalenza? Sicuramente il ruolo della Borsa svizzera oggi, la quarta in Europa, ne uscirebbe "ridimensionato e anche di molto", sostiene Lacher.

Circa i vari scenari possibili, per il dossier che vede contrapposte Berna e Bruxelles, il gruppo SIX ha discusso molto con il Consiglio federale e in particolare col Dipartimento delle finanze, ha aggiunto. "Ciò ha portato il Governo a presentare in giugno" un piano che si configura "come una sorta di misura di ritorsione da attuare qualora ci venisse negata l'equivalenza".

Lacher, ai microfoni di Modem, ha quindi evidenziato la rilevanza dell'accesso al mercato europeo per gli operatori elvetici, e la crucialità di questo dossier. "La Borsa è un tema che tocca tutte le relazioni fra Svizzera e UE", ha sottolineato.

Modem/ARi

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