Ne vennero utilizzate tre e fu quella centrale, durante la discesa, a incappare nel cavo
Ne vennero utilizzate tre e fu quella centrale, durante la discesa, a incappare nel cavo (keystone)

Una corsa non autorizzata

Note le cause dell'incidente sulla seggiovia di Stoos, che nel febbraio 2020 aveva causato un morto e tre feriti

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Non era stato autorizzato il trasporto notturno sulla seggiovia del Fronalpstock a Stoos, finito in tragedia il 6 febbraio del 2020. Verso le 22.00 una delle seggiole, a quattro posti, aveva urtato un cavo teso da un gatto delle nevi, quale sicurezza in un tratto in forte pendenza. La notizia è stata confermata dal Servizio di inchiesta federale (SISI) nel suo rapporto di mercoledì. Il cavo si era incastrato nella seggiola, che l'aveva trascinato per un tratto, finché la tensione causò il distacco. Gli occupanti erano così precipitati per una decina di metri ed erano rimasti feriti. Un 40enne era poi deceduto in ospedale, una settimana più tardi.

 

Secondo il SISI, nell'organizzazione della serata in quota, da parte di una società privata, c'è stata un'assenza di coordinazione e pianificazione. Non era stato chiesto un permesso al servizio delle piste di soccorso e la direzione tecnica non conosceva il piano di utilizzazione dell'impianto, il che è considerato un fattore di rischio elevato. Il regolamento d'uso, inoltre, non era aggiornato.

I gestori dell'impianto hanno, nel frattempo, adeguato le procedure.

ATS/pon
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