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di mercoledì 20.02.2019

La valanga a Crans-Montana, il reportage

TG 20 di mercoledì 20.02.2019

"Una valanga imprevedibile"

Slavine come quella staccatasi sulla pista a Crans-Montana, spiegano dall’Istituto SLF di Davos, non possono essere provocate con esplosioni controllate

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“Si è trattato di una cosiddetta valanga per scivolamento: si è staccata in alto e poi ha portato con sé dei lastroni”. Anche Benjamin Zweifel è rimasto sorpreso dalla slavina staccatasi ieri (martedì) sulla pista Kandaher di Crans-Montana e che ha provocato la morte di una persona.

L’esperto dell’Istituto per le nevi e le valanghe SLF Davos spiega: “Queste valanghe capitano durante inverni con molta neve, come questo, e partono da basi lisce, superfici erbose oppure pareti rocciose”.

Prevedere quando queste valanghe si staccheranno non è possibile, come non è possibile provocarle artificialmente con delle esplosioni per mettere in sicurezza le piste. "È tutta la massa nevosa a scivolare: non ci sono insomma lastroni deboli e critici – continua l’esperto –, ma si tratta di una massa compatta che non può essere fatta staccare con esplosioni controllate. È decisivo cosa succede sulla superficie dove la neve è posata, se lì c'è acqua e come sono le temperature”.

Queste valanghe si verificano infatti di solito nel pomeriggio, come accaduto a Crans Montana, su una pista che talvolta, proprio per ragioni di sicurezza, viene chiusa.

A decidere se chiudere sono di solito il servizio di soccorso assieme alla direzione degli impianti, continua Zweifel, che puntualizza: “Bisogna però dire che in montagna un rischio c'è sempre, la natura fa cose sue che non possiamo capire e controllare del tutto".

Le valanghe sulle piste

Le valanghe sulle piste

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TG-DaPa/ludoC
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