Una mucca da latte...
Una mucca da latte... (keystone)

Vittime della siccità

Stanziati aiuti per gli allevatori di mucche. Nella Svizzera orientale moria di pesci, agricoltori in difficoltà e bagnanti feriti

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L'Aiuto svizzero alla montagna ha deciso martedì di intervenire per aiutare gli agricoltori stanziando 500'000 franchi per la fornitura di acqua alle persone e agli animali sugli alpeggi. I contadini, infatti, difficilmente possono farsi carico da soli del trasporto del prezioso liquido, che avviene tramite camion cisterna o elicotteri. L'organizzazione pagherà la metà delle spese.

In questo senso è iniziata anche l'operazione Alpa 18 lanciata dal canton Vaud alla quale, su richiesta del Consiglio di Stato, partecipa anche l'esercito alla guida dei Super Puma. Permetterà di abbeverare i 40'000 capi di bestiame rimasti a secco sugli alpeggi del Giura e delle Prealpi. L'intervento è coordinato dallo Stato maggiore cantonale di condotta. Il deficit delle precipitazioni nelle Alpi corrisponde al volume d'acqua che solitamente piove nell'arco di due mesi e una mucca da latte, in un solo giorno, ne consuma un centinaio di litri.

Moria di pesci

Fra le vittime della siccità ci sono anche i pesci del Reno: una tonnellata di temoli morti è già stata ripescata dalle acque a Sciaffusa, dove la temperatura del fiume ha superato negli ultimi giorni i 27 gradi. Non si dovrebbero comunque toccare i livelli del 2003, quando ne morirono 20 tonnellate.

Moltissime vittime
Moltissime vittime (keystone)

"Non possiamo fare molto", dicono le autorità cantonali, che hanno isolato delle aree più fresche che i pesci stanno sfruttando. Migliaia di esemplari sono stati prelevati per assicurare poi un ripopolamento. La Federazione svizzera di pesca accusa i pescatori tedeschi attivi sul Lago di Costanza di trarre vantaggio dalla situazione, catturando in gran numero gli esemplari rifugiatisi sui fondali del Bodanico, invece di contribuire alla loro protezione.

Nella Svizzera nordorientale, la carenza di acqua non risparmia nemmeno l’agricoltura e le autorità hanno chiesto alla popolazione di ridurre i consumi. Cisterne partono regolarmente per rifornire i maggiori produttori di frutta e verdura della regione. C'è chi ha smesso di irrigare alcune colture per salvarne altre, con conseguenze sul raccolto ma anche sugli impieghi dei braccianti. Si ricorre anche all'acqua pompata da lago, ma non basta.

L'Unione svizzera dei contadini plaude alle misure prese da Confederazione e cantoni. Anche il settore agricolo e i partner della filiera alimentare devono fare la loro parte, afferma però, appellandosi alla solidarietà dei produttori di carne e dei dettaglianti del latte. A questi ultimi chiede 5 centesimi in più per ogni litro.

Bagnanti feriti

Di un Bodanico 80 centimetri al di sotto della media pluriennale (e del livello in occasione del collaudo un paio di mesi fa) si sono accorti anche coloro che nel fine settimana hanno sfruttato un lungo scivolo mobile installato sulle rive a Steckborn (TG), che “lanciava” gli utenti a 45 chilometri orari: il momento di svago si è rivelato doloroso per una ventina di loro e quattro sono finiti in ospedale dopo l’impatto con l’acqua. Uno è ancora ricoverato.

Le conseguenze della canicola si fanno sentire anche per l'azienda elettrica della città di Zurigo (Ewz), costretta a fermare le sue turbine a causa della portata limitata della Limmat. Nonostante la produzione di corrente sia al momento molto diminuita, come fa sapere il portavoce di Ewz, non vi sono pericoli sul fronte dell'approvvigionamento di energia della città. L'azienda può infatti contare su diverse fonti e può ricorrere agli impianti elettrici che possiede nei Grigioni.

ATS/RG/MarGù/pon

Alpeggi... a secco

Alpeggi... a secco

Il Quotidiano di martedì 07.08.2018

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