Un'elezione molto commentata (RSI)

Von der Leyen "pettinata" dalla NZZ

La nuova presidente della Commissione UE vista dalla stampa svizzera. Giudizio complessivo positivo, con qualche eccezione

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Un voto risicato. È su questo dato, e sulla particolare procedura che ha condotto alla candidatura, che si sono soffermati quasi tutti i quotidiani confederati all’indomani della nomina di Ursula Von der Leyen alla presidenza della Commissione europea (vedi correlati).

Letture e giudizi misti, con il Tages Anzeiger che nel suo editoriale dice che le difficoltà nella nomina alla presidenza della Commissione europea hanno mostrato la frammentazione dei gruppi politici europei e le spaccature all’interno delle stesse famiglie politiche. Per il ‘Tagi’ quindi Ursula Von der Leyen deve portare coesione se vuole realizzare le tante promesse fatte nel suo discorso.

Sulla stessa linea Le Temps, il quale ritiene giustificata una certa collera per come è stata condotta la nomina, in particolare quella dei Verdi, estromessi da tutti i posti chiave dell’UE. Secondo il quotidiano romando però in tempi di Brexit l’ultima cosa che serve è uno scontro tra Parlamento e Commissione e si sottolinea quindi nuovamente la necessità di unione.

Giudizio in chiaroscuro anche per l’Aargauer Zeitung: i malumori per come è stata tirata “fuori dal cilindro” all’ultimo la candidatura sono secondo il quotidiano giustificati e hanno vanificato quelle del parlamento europeo, in particolare quella dell’olandese Frans Timmermans. D’altra parte, si dice, il Parlamento non è riuscito ad accordarsi su nessun candidato aprendo la strada alla candidatura Von der Leyen, descritta dal quotidiano come una conservatrice tedesca con una vena sociale, con buoni rapporti con la Francia e rispettata nei paesi dell’est. E secondo il quotidiano è proprio quel che ci vuole.

Decisamente meno positiva è invece la lettura data dalla Neue Zürcher Zeitung nel commento di Andreas Ernst, secondo il quale Von der Leyen ha una retorica opportunistica ed è stata una pessima ministra della difesa in Germania, ministero dove in tanti oggi “tirano un sospiro di sollievo per essersi sbarazzati di lei”… Ernst sul finale riconosce però anche qualche pregio alla neo presidente, in particolare l’essere a proprio agio sulla scena internazionale e il riuscire a spiegare in modo convincente al pubblico le posizioni politiche.

RS/dielle
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